L’Opec si riunisce a Vienna insieme ai paesi sostenitori per affrontare l’emergenza che il Coronavirus ha fatto scattare anche nel settore del greggio: la paura è quella che la domanda di petrolio non solo rallenti ma diminuisca in questo 2020.

Opec chiamata a importanti decisioni

Un simile scenario comporterebbe difficoltà sensibili all’interno del mercato: qualcosa che negli ultimi 40 anni è accaduto solo 3 volte ma che è stato in grado di rendere più complessa la gestione dello stesso. Se la domanda di petrolio per il 2020 dovesse diminuire, i paesi produttori potrebbero trovarsi a dover prendere delle misure più drastiche relativamente alla produzione rispetto a quelle inizialmente preventivate.

Da quel che si evince da indiscrezioni stampa l’Arabia Saudita starebbe caldeggiando una riduzione extra di ben 1,5 milioni di barili al giorno: taglio che si andrebbe ad aggiungere a quello di 2,1 milioni di barili al giorno già attivo. Al momento l’unico paese davvero contrario sarebbe la Russia a un accordo simile, ma secondo gli analisti le trattative in atto potrebbero portare a una decisione condivisa molto presto.

Il problema? Con l’emergenza Coronavirus in atto il mercato non appare essere così fiducioso e il Brent si aggira al momento sotto i 52 dollari a barile.

Conseguenze importanti per il mercato del petrolio

L’Opec fin dallo scoppio dell’epidemia di Coronavirus in Cina ha cercato di arginare quelle che sarebbero state le conseguenze della malattia sul mercato del greggio: i vari blocchi alle attività del Dragone Rosso avevano fatto presagire fin da subito che vi sarebbero stati dei problemi da affrontare. Man mano che l’epidemia si è spostata nel mondo, la situazione si è fatta sempre più tesa. Goldman Sachs è stata la prima a ipotizzare un calo della domanda di almeno 150 mila barili al giorno andando contro la sua precedente previsione pre- epidemia che vedeva possibile una crescita della domanda di petrolio di circa 1,1 milioni di barili al giorno.

Non tutti gli analisti e le agenzie sono state in grado di rivedere le proprie stime: chi lo ha fatto, come IHS Markit, ha sottolineato come le conseguenze per il mercato del greggio saranno importanti. Nel primo trimestre sarà possibile, secondo le sue previsioni, registrare un calo della domanda pari a 3,8 milioni di barili al giorno: un record che supererebbe quello di 3,6 milioni registrato nel primo trimestre del 2009. Come commentato da Jim Burkhard, il vice presidente della sopracitata società di ricerca, si tratta di uno “shock improvviso, istantaneo sul lato della domanda. Le dimensioni del declino sono senza precedenti”.

 

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