Prelievo forzoso, amara sorpresa per il Portogallo

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In Portogallo il 2014 è iniziato davvero in malo modo. La premessa è che lo Stato metterà le mani in tasca a tutti i pensionati, senza esclusione. Il governo di Pedro Passos Coelho ha detto di sì ad una nuova norma per la legge di bilancio, già entrata in vigore, che ordina un “contributo straordinario di solidarietà” (Ces) a tutti i pensionati e aggiuntivi tagli ai settori già tagliati lo scorso anno.

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È stata questa la misura scelta dal governo conservatore, dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato “illegali” i tagli del 10% sulle pensioni dei funzionari statali, con un risparmio importante che il governo voleva assicurarsi per onorare gli accordi con Bruxelles.

Una manovra da 390 milioni di euro che rivedrà gli assegni previdenziali pubblici e privati sopra una certa soglia, indispensabile per arrivare all’obiettivo, non centrato, del 4% del rapporto deficit-Pil nel 2013. Senza tale obiettivo, il Portogallo non potrà avvalersi della tranche da 2,7 miliardi di euro prevista dal piano di aiuti messo in atto da Unione europea, Bce e Fmi.

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Il Ces così come è stato concepito, presume un taglio dal 3,5 al 10% sulle pensioni al di sopra dei 1350 euro. Ma il Consiglio dei ministri ha pensato bene di riformulare l’argomento e estendere a tutti i pensionati pubblici e privati il prelievo forzoso. Il provvedimento – che sarà discusso in Parlamento il prossimo 22 gennaio unitamente a una nuova formula di calcolo per le future pensioni – eluderà, stando al governo portoghese, un aumento delle tasse che avrebbe messo a rischio la ripresa economica.

 

 

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