Il fisco va incontro alle aziende che se sono al primo anno di attività non possono esercitare l’opzione per il regime fiscale attraverso il modello UNICO Sc per via dei tempi stretti, delle forme e delle forme di comunicazione e della modulistica necessaria. 

Le neonate società di capitali che vogliono essere trasparenti e non hanno la possibilità di agire a tempo debito, cioè non possono sfruttare il modello Unico per la comunicazione dell’opzione per il regime fiscale, possono optare per i vecchi tipi di comunicazione. È tutto scritto nella risoluzione n. 80/E del 14 settembre dell’Agenzia delle Entrate che offre una via d’uscita anche a chi ha trasformato la Sp in Sc.

L’articolo 16 del “decreto semplificazioni” (Dlgs 175/2014), ha reso inutili alcune comunicazioni che viaggiavano in autonomia. In particolare, quelle dovute da chi voleva optare per i regimi della “trasparenza fiscale”, del “consolidato nazionale” e della “tonnage tax”: tutte queste scelte, a partire dall’anno d’imposta 2015, dovranno essere indicate direttamente nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l’opzione.

Per completezza, ricordiamo che il regime della trasparenza fiscale, già previsto per le società di persone, è un sistema in base al quale il reddito della società non è tassato in capo alla società stessa, ma gli utili o le perdite si imputano a ciascun socio, in proporzione alla propria quota di possesso, a prescindere dall’effettiva percezione.

Più spese se c’è trasparenza

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