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L’Italia si riprenderà nel 2014. Lo dice Confindustria

Grilli e Squinzi, rivedono le analisi sul Pil. Tutto slitta al 2014 per l'uscita dalla crisi.

Il Centro studi Confindustria si corregge. Non vede più di buon occhio il Pil 2013. Si parla di un -1,1% contro il -0,6% della stima precedente.

L’economia mondiale continua dunque ad indebolirsi. I venti che soffiano sono contrari alla ripresa. Lo dice il Csc, nella persona di Luca Paolazzi:

“I motivi della non ripresa del Pil? La riduzione della leva finanziaria che nelle banche si traduce in credit crunch; l’eccesso di capacità produttiva in molti settori; le difficoltà dell’edilizia residenziale; l’alta disoccupazione; il risanamento concentrato dei conti pubblici”.

Gli fa eco il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi:

“L’uscita dalla crisi è spostata più in là nel tempo – ha spiegato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi -, rivedremo un segnale positivo del Pil soltanto verso gli ultimi mesi dell’anno prossimo, per andare ad una ripresa nel 2014 abbastanza lenta”.

Squinzi ha poi aggiunto:

“C’è un dato abbastanza sorprendente in positivo per quest’anno (contrazione del Pil da -2,4% a -2,1%), però questo ha un effetto di trascinamento sull’anno prossimo, quando si stima un -1,1% dal -0,6%”.

Tali previsioni sono confermate da Grilli, durante un’audizione. Il Ministro dell’Economia afferma:

“Anche in base al confronto che abbiamo avuto a livello internazionale, gli elementi che abbiamo oggi non ci fanno ritenere che ci sarà un ritardo. Non ho elementi per cambiare le nostre previsioni”.