Enel ed Eni, si cambia rotta sulle privatizzazioni

  Il governo sta cercando di cambiare rotta sulle privatizzazioni, e sta rivedendo in parte il programma che era stato pensato dal governo Letta e che prevedeva entro l’anno la dismissione di Fincantieri, Poste, Enav, Cdp Reti, Rai Way e Stm.

Eni, il colosso petrolchimico italiano dimezzerà la produzione. A rischio 3.500 posti

 Mentre l’ex amministratore delegato di ENI, Paolo Scaroni, assicurò ai sindacati italiani che non avrebbe diminuito la produzione delle sue raffinerie e non avrebbe posto in essere tagli ai posti di lavoro, se non di più sicuramente fino alla fine del 2014, oggi invece il suo successore, Claudio Descalzi, sembra intenzionato a  non rispettare tali accordi.

La nomina di Desclazi ad Eni nel senso della continuità

 La nomina da parte del governo di Claudio Descalzi a capo di Eni significa mettere un uomo competente nel settore petrolio alla guida della più grande azienda di produzione di greggio in Italia e dimostra probabilmente la preferenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi per i tecnocrati.

A livello internazionale, le reazioni mettono in evidenza che la nomina ha più un senso di business piuttosto che di politica, come ha affermato un economista di Deutsche Bank. Questi ha continuato dicendo che Descalzi è ben conosciuto dalla comunità degli investitori e che evita le incertezze che avrebbero potuto essere create da un candidato esterno.

 

Governo, nominati nuovi candidati a Eni, Enel e Finmeccanica

 

Descalzi è un ingegnere di 59 anni che ha guidato l’esplorazione e la produzione dal 2008 e ha supervisionato la più grande scoperta di gas naturale di Eni al largo del Mozambico. Ha cercato di migliorare la gestione dei progetti , dopo ritardi e sovraccosti che hanno rovinato la leadership di Eni nel progetto Kashagan da 48 miliardi dollari in Kazakhstan.

La sua nomina dovrà essere confermata alla riunione annuale degli azionisti di Eni che è prevista in data 8 maggio. Il governo può nominare l’amministratore delegato perché lo Stato detiene il 30 per cento della società attraverso una partecipazione diretta e un investimento da parte di una banca del governo. Descalzi sostituirà Paolo Scaroni che era stato nominato quasi nove anni fa da Silvio Berlusconi.

Descalzi ha iniziato la sua carriera in Eni nel 1981 e ha lavorato su progetti nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Egli è il primo candidato Ceo che emerge dal nucleo di esplorazione e produzione e che dovrebbe continuare la strategia di controllo della spesa in conto capitale, guidando il flusso di cassa e mantenendo una forte attenzione alla esplorazione.

Il governo a nominato i manager delle più importanti società partecipate

 Il governo italiano ha nominato i nuovi dirigenti delle tre maggiori società controllate dallo Stato, Eni, Enel e Finmeccanica. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scelto candidati interni per Eni ed Enel, proponendo Claudio Descalzi come amministratore delegato della più grande compagnia petrolifera in Italia e Francesco Starace, capo dell’unità energie rinnovabili di Enel, come Ceo dell’azienda che produce energia.

Tre donne sono state proposte come presidenti di Eni, Enel e Poste Italiane. Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria, è stata nominata come presidente di Eni, mentre Patrizia Grieco è stata proposta per la carica equivalente a Enel.

 

Il governo lavora alle nomine per le aziende partecipate

 

Renzi è il primo politico di centrosinistra a proporre i manager per le più importanti ocietà italiane, dopo che le tre precedenti liste sono state preparate dai governi di Silvio Berlusconi. Le scelte annunciate ieri rappresentano una parte fondamentale della promessa di Renzi di portare una nuova gestione nella pubblica amministrazione e nelle imprese statali, così come quella di mettere più donne in posizioni dirigenziali.

Per Finmeccanica è stato scelto Mauro Moretti, attualmente capo delle Ferrovie dello Stato, come Ceo e Gianni De Gennaro come presidente.

Eni, Enel e Finmeccanica combinati insiemi rappresentano 107 miliardi di euro in termini di valore di mercato. Queste sono le aziende italiane più importanti.

Nel mercato finanziario, le azioni di Eni oggi sono in ribasso dello 0,4 per cento, mentre quelle di Enel dello 0,5 per cento e di Finmeccanica del 2,7 per cento.

Gli azionisti delle società devono confermare i nominati per un mandato triennale. Il Ministero dell’Economia è il più grande azionista di tutte e tre le società con partecipazioni dirette e indirette del 30 per cento in Eni, del 31 per cento in Enel e del 32 per cento in Finmeccanica.

Luisa Todini è stata nominata presidente di Poste Italiane, mentre Francesco Caio è stato proposto come amministratore delegato in sostituzione di Massimo Sarmi.

La Cina e Blackrock puntano sull’Italia

 Continua a crescere l’interesse degli investitori esteri verso le grandi società italiane quotate in Borsa, anche in concomitanza con la recente espressione di JP Morgan Chase a favore del debito pubblico d’Italia (e Spagna) i cui tassi potrebbero prevedibilmente scendere di ulteriori 25-30 punti base.

In questo quadro si inserisce una nota emessa dalla Consob circa la partecipazione della People’s Bank of China  al capitale di Eni ed Enel, società controllate dalla mano pubblica. Più in dettaglio la banca centrale cinese detiene il 2,102% del capitale della società petrolifera  ed il 2,071% di quello della società elettrica.

 

Cina, un rallentamento economico previsto

 

Benché le partecipazioni cinesi siano  minoritarie rispetto alle quote in mano ai soci di controllo dei due enti energetici, esse rappresentano tuttavia un  investimento superiore ai 2 miliardi di euro. È questo infatti il valore complessivo in Borsa del 2,102% di Eni (circa 1,36 miliardi) e del 2,071 di Enel (circa 785 milioni).

La partecipazione cinese da 2,1 miliardi in Eni ed Enel fa coppia con  il recente investimento nel Monte dei Paschi di Siena da parte di Blackrock, il colosso statunitense del risparmio gestito: il fondo americano, con l’acquisizione del  5,67%  è diventato il secondo azionista della terza banca italiana, dietro alla Fondazione MPS che detiene ancora il 15,07% del capitale e davanti ad Axa che ha poco meno del 4 per cento.

Con questo investimento le partecipazioni nel mercato italiano delle  varie società facenti capo a Blackrock   superano la soglia dei 20 miliardi di euro: Blackrock  è  infatti uno tra i primi azionisti istituzionali anche di Intesa SanPaolo, Unicredit, Telecom Italia, Azimut, Atlantia e altre blue chip.

Eni rimane in Iraq

 La notizia che è Eni rimarrà in Iraq dopo la minaccia di lasciare il Paese. Cosa è cambiato? Il governo iracheno ha approvato due contratti, del valore complessivo di quasi 1 miliardo di dollari, per il sito petrolifero Zubair di Eni.

Nessun aumento per il prezzo del metano nel 2014

 L’anno che sta per arrivare non si prospetta del tutto positivo per i consumatori italiani dal punto di vista delle tariffe per le utenze domestiche. In alcuni post pubblicati in precedenza abbiamo infatti visto che a partire dal prossimo mese di gennaio ci saranno rincari sia sulle bollette dell’energia elettrica sia su quelle dell’acqua potabile. 

I titoli in movimento a Piazza Affari

 La Borsa di Milano ha aperto con un rialzo la sessione di oggi in linea con le altre Borse europee. Un rialzo moderato per Piazza Affari e per le Borse europee per la situazione di calma che viene dagli Stati Uniti, con Wall Street chiusa per il Thanksgiving Day. Tra i titoli interessati da notizie in grado di influenzarli nel rendimento ci sono i seguenti.

Moncler inizia l’offerta pubblica e sarà in Borsa da metà dicembre

Mps. Ieri la Commissione Europea ha dato l’autorizzazione al piano di ristrutturazione della banca e quindi ha stabilito che gli aiuti di Stato sono in linea con le norme UE. Il titolo è così in rialzo dopo diversi giorni di caduta consistente. L’aumento di capitale di 3 miliardi approvato dal cda ha trovato il parere contrario della fondazione che ha però detto di appoggiare il piano di rilancio della banca.

L’indice del clima di fiducia delle imprese in crescita a novembre

Generali. Le dichiarazioni di ieri del ceo Mario Greco potrebbero influenzare il titolo. Greco ha affermato che il settore assicurativo va verso il consolidamento e che Generali si può proporre come soggetto aggregante. Greco ha anche criticato S&P per la possibilità di una declassamento del rating di generali. Generali è in rilancio, ha migliorato i target sui costi e aumentato la politica di dividendi crescenti.

Bpm. Secondo il Sole 24 Ore, Bankitalia avrebbe fatto dei rilievi che riguardano alcune operazioni di Bpm su strumenti ibridi. La notizia potrebbe influenzare l’andamento del titolo.

Eni. L’Ad Scaroni ha affermato che la crisi in Libia non influirà su Eni, che sta cercando altre posizioni nel sud est asiatico. Eni ha firmato poi una Production Sharing con il governo ucraino per l’esplorazione di un’area.

Assunzioni Eni a Milano

 Eni è alla ricerca di un project manager esperta al quale l’azienda affiderà la responsabilità di occuparsi da protagonista della gestione di progetti nell’ottica dell’evoluzione della piattaforma di Business Intelligence del settore chimico e sarà coinvolta sia su attività di carattere prevalentemente tecnologico che su iniziative destinate all’armonizzazione e all’ottimizzazione dei processi in ambito produttivo.