Banca Popolare di Bari: misure uniche a sostegno degli azionisti

Banca Popolare di Bari rafforza il rapporto con i propri soci approvando una serie di condizioni vantaggiose per i soci ed il loro nucleo familiare.

La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione, che l’11 febbraio ha deciso di mettere a disposizione prestiti e mutui agevolati per i soci che da lungo tempo sono impossibilitati a vendere le proprie azioni.

Il pacchetto di soluzioni, che sarà disponibile nelle 350 filiali del Gruppo, è accessibile a tutti i soci indipendentemente dal possesso azionario.

Un plafond di 350 milioni di euro finanzierà due tipologie di Prestito Personale. Il primo è un Prestito Finalizzato all’acquisto di beni e servizi. È stato pensato per venire incontro alle esigenze di acquisto immediate e finalizzate del socio.

È di 10.000 euro l’importo massimo del prestito con una durata estendibile fino a 10 anni e la possibilità di beneficiare di un periodo di preammortamento, ovvero del pagamento di una rata “contenuta” di soli interessi, di massimo 5 anni. Il tasso è di 0,90%, fermo restando i requisiti di concedibilità in base al merito creditizio. L’operazione è rinnovabile alla scadenza.

La seconda opzione è un’estensione del Prestito Finalizzato, che si può richiedibile in aggiunta al prestito finalizzato. L’importo aggiuntivo massimo richiedibile è pari a 40.000 euro, con durata estendibile fino a 10 anni. Anche in questo caso c’è la possibilità di beneficiare di un periodo di preammortamento di massimo 5 anni, ad un tasso del 3%, fermo restando i requisiti di concedibilità in base al merito creditizio.

Un’altra tipologia di supporto finanziario di cui potranno beneficiare i soci è un voucher per accedere ad un mutuo ipotecario per Acquisto e Ristrutturazione Casa opzionabile dai soci.

La validità dell’esercizio dell’opzione è pari a 24 mesi ed il mutuo prevede una durata massima di 40 anni e per un importo fino all’80% del valore dell’immobile ipotecato con un massimo concedibile di 300.000 euro, ad uno spread di 0,75% per i primi 10 anni e l’1% per i successivi, ermo restando i requisiti di concedibilità in base al merito creditizio. Preammortamento fino a 5 anni e con la possibilità di sospensione della rata per 6 mesi, opzione attivabile 2 volte durante la vita del mutuo.

In caso di erogazione del mutuo ipotecario, a favore del mutuatario è prevista la stipula, a carico della Banca, di una “Polizza Temporanea Caso Morte”. Per questa iniziativa viene previsto un plafond di 250 milioni di euro.

Un altro voucher è destinato per una Polizza Long Term Care, sempre a carico della Banca Popolare di Bari, che prevederà l’erogazione di una rendita mensile a favore del socio nelle situazioni di non autosufficienza previste dalla Compagnia.

L’Istituto creditizio pugliese aprirà inoltre un Tavolo di confronto con il Comitato Associazioni dei Consumatori per la risoluzione dei casi meritevoli di immediata attenzione.

Le nuove offerte finanziarie e previdenziali decise dal Gruppo Banca Popolare di Bari sono in linea con il Piano Industriale 2019-2023. Inoltre, dimostrano come Popolare di Bari intende porre le basi per una forte e rinnovata attenzione agli attuali azionisti che potranno accedere a concrete iniziative a loro dedicate beneficiando di condizioni uniche sul mercato.

Lavoro intermittente, quando è illegittimo?

Il Ministero del Lavoro, rispondendo ad una richiesta di parere della Direzione territoriale del lavoro di Trieste e Gorizia, ha fornito – con la nota n. 18194 del 4 ottobre 2016 – alcuni chiarimenti in merito all’utilizzo del contratto intermittente.

Nuovi voucher al via, le comunicazioni via sms ed email

Il voucher serve per il pagamento del lavoro intermittente e deve essere uno strumento snello per evitare che anche le chiamate dell’ultimo momento, siano escluse dalla copertura fiscale e previdenziale. Per questo la notifica dell’inizio attività dei nuovi voucher può essere fatta via email e via sms. 

Voucher lavoro, il Ministero ha deciso: saranno tracciabili

Arriva la decisione del ministero del Lavoro sui voucher (buoni da 10 euro nominali – 7,5 euro netti – per pagare un’ora di lavoro), che saranno resi pienamente tracciabili.

Voucher baby sitting esteso a imprenditrici

I voucher per ottenere servizi di baby sitting sono stati estesi anche alle lavoratrici autonome o meglio alle imprenditrici. Una modifica della legge che soddisfa Confartigianato, intervenuta puntualmente sul tema in questione. 

Compatibilità e cumulabilità dei voucher con disoccupazione agricola e CIG

L’INPS ha specificato in una recente circolare, la numero 170/2015, che è il lavoro accessorio, retribuito con i buoni lavoro, è cumulabile con l’indennità di disoccupazione, con la mobilità, ma anche con la Naspi, con la disoccupazione agricola o la CIG. Il modo in cui questa cumulabilità funziona, lo spiega l’INPS.

Compatibilità e cumulabilità dei voucher con mobilità e Naspi

L’INPS ha specificato in una recente circolare, la numero 170/2015, che è il lavoro accessorio, retribuito con i buoni lavoro, è cumulabile con l’indennità di disoccupazione, con la mobilità, ma anche con la Naspi, con la disoccupazione agricola o la CIG. Il modo in cui questa cumulabilità funziona, lo spiega l’INPS.

Compatibilità e cumulabilità dei voucher con prestazioni a sostegno del reddito

L’INPS ha specificato in una recente circolare, la numero 170/2015, che è il lavoro accessorio, retribuito con i buoni lavoro, è cumulabile con l’indennità di disoccupazione, con la mobilità, ma anche con la Naspi, con la disoccupazione agricola o la CIG. Il modo in cui questa cumulabilità funziona, lo spiega l’INPS.

Voucher lavoro? Per l’Inps sono l’ultima frontiera del precariato

Il presidente dell’Inps,Tito Boeri, ha da tempo messo in guardia i lavoratori nei confronti dei voucher, che sono stati da lui stesso definiti “la nuova frontiera” del precariato e dell’irregolarità nel mondo del lavoro.

Le prime regole dell’Inps per il voucher baby sitter

 Con la riforma Fornero (legge n. 92/2012) si è cercato di dare alle neo mamme un aiuto per il rientro nel mondo del lavoro dopo la gravidanza e per sostenerle nel ruolo di madri e lavoratrici. In funzione di questo obiettivo, sono stati introdotti i voucher genitorialità, ossia dei contributi ai quali possono accedere le madri che rinunciano al congedo parentale. In sostanza si tratta di buoni lavoro per i servizi di baby sitting e contributi economici per il pagamento delle rette degli asili.

Con il messaggio n. 11344/2013 l’Inps ha dato le prime indicazioni. Vediamole nel dettaglio.

 Guida alla richiesta del Bonus Bebè 2013

Cos’è il voucher baby sitter

Le donne che non possono restare assenti per troppo tempo dal loro lavoro, grazie alla legge Fornero hanno la possibilità di rinunciare ad una parte del loro congedo parentale e trasformare il tempo del quale non godono in un beneficio monetario, che può essere utilizzato per il pagamento della baby sitter per il neonato.

Chi ha diritto al voucher baby sitter

Hanno diritto al voucher baby sitter tutte le madri lavoratrici – anche quelle adottive o affidatarie – sia che abbiano un lavoro dipendente o che siano iscritte alla gestione separata dell’inps.

► Vademecum dell’Inps sull’utilizzo dei buoni lavoro

A quanto ammonta il voucher baby sitter

Il voucher baby sitter è pari a 300 euro al mese, che possono essere erogati per un massimo di sei mesi in caso di lavoratrici dipendenti e per un massimo di tre per le madri lavoratrici autonome. Per accedervi è necessario farne richiesta attraverso l’apposito bando dell’Inps, dal quale, poi, viene stilata una graduatoria.

Come vengono emessi i voucher baby sitter

I voucher baby sitter sono emessi in formato cartaceo dall’Inps e possono avere un valore di 10 o di 20 euro. I voucher possono essere ritirati solo per un importo pari a 300 euro o suoi multipli e solo dalla madre lavoratrice, in una delle seguenti tre modalità: unico ritiro della quota spettante, ritiro frazionato (sempre per un valore di 300 euro o multipli) o, infine, con riotiro mensile.

Come cambiano i voucher maternità in caso di lavoratrice part time?

Se la madre lavoratrice ha un impiego part time, il valore dei voucher ai quali si ha diritto viene ridotto in proporzione alla minore entità dell’impegno lavorativo della donna. Anche in questo caso, comunque, rimangono invariate le modalità di ritiro dei voucher baby sitter.