L’Ue propone limitazioni al trading speculativo della grandi banche

Una proposta pronta ad essere presentata che separa per le grandi banche le attività di trading più rischiose dalle altre

7 Gennaio 2014 11:580 commentiVisualizzazioni: 30

 Stop al trading speculativo delle banche.
È questo l’impegno della Commissione europea per evitare che le grandi banche europee possano essere travolte dalle proprie attività speculative, come è successo per alcuni gruppi in questi anni di crisi. Dalle fonti Ue arrivano notizie sul fatto che la Commissione europea dovrebbe presentare una proposta in questo senso tra il 15 e il 22 gennaio.

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Da quanto si apprende, la proposta dovrebbe prevedere una limitazione per le grandi banche, con proibizioni specifiche per alcuni punti, all’effettuazione di operazioni di trading che non hanno connessione con le attività dei clienti o che risultano non coperte.
Le banche in Europa che potrebbero vedere applicate queste limitazioni sono circa trenta. Queste notizie sono state confermate dalle fonti Ue e sono apparse oggi sul Financial Times.

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La proposta è ancora in fase di definizione e per il momento si conosce la posizione e l’inidirizzo di massima. Ci potrebbe essere qualche cambiamento, ma dovrebbe essere confermato quanto riportato dalle fonti e dai quotidiani. La proposta è simile alla “Volcker rule” con la Commissione che ha aspettato la sua definizione negli Stati Uniti.
Alla base c’è quindi la decisione sulla pericolosità in termini di rischi sistemici di alcune attività di trading. La scelta dovrebbe competere ai supervisori bancari con l’Autoritaà bancaria europea (Eba) che dovrebbe fornire le indicazioni tecniche per la valutazione. Le attività di trading più rischiose vanno quindi diversificate dalle altre attività bancarie.

Al centro dell’interesse c’è l’attività di “market making” che riguarda l’acquisto e la vendita di derivati. Queste sarebbero da separare dalle altre attività della banca e dovrebbero prevedere un patrimonio a parte. La vendita di derivati potrà quindi continuare, ma l’esposizione sarà limitata da criteri stabiliti dalla Commissione europea.

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