Multinazionali in fuga dall’Europa
Un esodo che sa di minaccia. Alcoa, Ppr e Kimberly Clark sono già sul piede di partenza, mentre Decathlon rinuncia al quartier generale di Milano.
Un esodo che sa di minaccia. Alcoa, Ppr e Kimberly Clark sono già sul piede di partenza, mentre Decathlon rinuncia al quartier generale di Milano.
La Germania ha detto no all’unione bancaria dei paesi dell’Eurozona, una decisione che potrebbe mettere in serio pericolo l’economia nel prossimo anno.
Chiusa la collaborazione con Edf. Enel ammette l’inaccessibilità dei costi del progetto e spiega in un comunicato i motivi dell’abbandono in corsa.
L’agenzia di rating Fitch ha abbassato le stime sulla crescita del Pil mondiale per i prossimi anni. Troppe incertezze nell’economia mondiale non permettono di sperare in un futuro di ripresa.
Il Fondo Monetario Internazionale è stato da sempre promotore del liberismo finanziario. Ora la svolta epocale: alcune misure di controllo sulla circolazione dei capitali potrebbero essere un bene per l’economia mondiale.
L’Eurogruppo ha deciso: la prossima settimana partirà il prestito per la ricapitalizzazione delle banche spagnole e primi accordi sul buy back greco. Nessuna novità, ancora, per Cipro.
La Spagna arranca: le riforme e i tagli non hanno ancora avuto i loro effetti e, per il prossimo anno, non saranno centrati gli obiettivi di deficit.
I democratici non mollano e senza un aumento delle tasse ai ricchi non sono disposti a siglare l’accordo sul budget al Congresso.
La Grecia si prepara a nuove manovre per uscire dalla crisi. I titoli di stato saranno sottoposti a sconto per convincere il Fondo Monetario a sbloccare nuovi aiuti.
Nonostante le nuove norme varate dalla Comunità Europea per la trasparenza delle agenzie di rating, è stata proprio l’Europa unita a subire un pesante declassamento dei suoi fondi.