Dalla Francia arriva una proposta per modificare le regole fiscali europee a cui sono soggette le grandi multinazionali di Internet, come Amazon, Facebook, Google ed e-Bay, che grazie all’esistenza di rapporti con Paesi amici riescono a pagare tasse davvero ridotte in confronto ai loro profitti. 

In America i cattivi pagatori vengono individuati attraverso Facebook

La proposta in questione arriva da Parigi, per l’esattezza, ed è portata avanti dal Ministro francese per l’Economia digitale, Fleur Pellerin, che da tempo si batte per questi obiettivi. La proposta sarà presentata nel mese di ottobre al vaglio dell’Unione Europea, che in sede di consiglio dovrà decidere in merito.

> Twitter annuncia con un tweet il suo sbarco in borsa

L’oggetto della proposta della Pellerin, in via sintetica, è quello di evitare che le grandi multinazionali di Internet continuino a pagare tasse inferiori al dovuto, legando la tassazione al Paese in cui gli utili vengono percepiti e realizzati e non più a quello in cui le società pongono il loro domicilio fiscale. Le grandi multinazionali del web come Facebook e Google, oltre a vantare una complessa architettura fiscale, pongono infatti le loro sedi fiscali nei Paesi – anche europei – che offrono le condizioni più vantaggiose, come il Lussemburgo o l’Irlanda. 

Ma la crisi che ha conquistato l’Europa e la riduzione delle entrate fiscali ha messo gli altri stati membri sul piede di guerra nei confronti di queste pratiche al limite del lecito. Per questo motivo a breve l’Unione Europea sarà chiamata a decidere se continuare su questa strada o elaborare normative fiscali più eque.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui