La Borsa penalizza Fca, che potrebbe essere coinvolta in un nuovo Dieselgate emergente ancora una volta in Germania.

La Borsa penalizza Fca, che potrebbe essere coinvolta in un nuovo Dieselgate emergente ancora una volta in Germania.

Il Fondo Monetario Internazionale incoraggia l’Italia, elevando le stime della sua crescita economica per quest’anno.

La politica al tempo dei Big Data. La rivoluzione digital promossa da Obama nell’ormai lontano 2008 al grido (o meglio ‘cinguettio’) di Yes We Can ha contagiato da anni il nostro Paese.
Dopo essere stata colpita duramente dalla recessione, l’economia italiana sta facendo registrare una ripresa della produzione e un miglioramento del mercato del lavoro.
Considerato il suo ruolo centrale nella zona euro, l’Italia è una fonte di potenziali ricadute sugli altri Stati membri, mentre la ripresa del Belpaese risente a sua volta delle condizioni esterne.
Le Borse europee tentano il rimbalzo dopo il crollo della vigilia ignorando sia il monito lanciato dal Fondo monetario internazionale in vista del G20 di domani e dopodomani in Cina, sia il crollo di Shanghai che ha lasciato sul terreno il 6% per le preoccupazioni sulla tenuta dell’industria manifatturiera.
L’opa lanciata su Rcs MediaGroup da parte della cordata Investindustrial, Della Valle, Mediobanca, UnipolSai, Pirelli & C., che conteompla un corrispettivo per cassa di 0,70 euro per azione, “non è stata concordata né preventivamente comunicata alla società”, secondo quanto contenuto in un comunicato diffuso al termine della riunione del consiglio di amministrazione del gruppo editoriale.

Un’analisi agrodolce. Fatta di conferme positive, ma anche di conferme negative. L’Italia si avvia ad uscire dalla lunga e lacerante crisi degli ultimi anni, secondo l’Istat. I dati della crescita sono positivi, all’interno dell’annuale rapporto emesso dall’Istituto. Ma il Meridione versa ancora in condizioni critiche.

La Cgia di Mestre fa i conti in tasca allo Stato, si concentra sulla vessazione effettuata dall’Erario nei confronti delle aziende e rileva che due anni fa 5 milioni di queste ultime hanno versato nelle casse italiane circa novantasette miliardi di tasse.

Un anno cominciato benino. Durante il 2016, fino ad oggi, i risultati dei gruppi petroliferi integrati hanno battuto nel primo trimestre le aspettative del mercato. Sui listini europei il comparso ha messo a segno un rialzo del 25% dai minimi del 20 gennaio, grazie alla ripresa del prezzo del petrolio.
