Senza dubbio si configura come un’operazione di successo. Una sorta di presa di posizione verso la norma inserita dal governo nella legge di Stabilità che ha rivisitato il regime dei minimi per le partite Iva.
Dollaro contro euro: l’andamento divide gli analisti
Come è noto, la Federal Reserve (Fed) americana è ormai prossima a procedere verso l’innalzamento dei tassi di interesse e la Banca centrale europea (Bce, al contrario, si trova nel bel mezzo dell’attuazione di misure a sostegno dell’economia.
Mercati in crescita del 3% nel 2015
Con ogni probabilità non si tratterà di un anno entusiasmante per i mercati, anche perché alcuni di loro hanno già corso parecchio.
Petrolio, Wti a 50 dollari nel 2015?
Durante gli ultimi giorni del 2014 il movimento in discesa riguardante il petrolio ha spinto i prezzi sia del Wti sia del Brent su livelli che non si vedevano dal 2009 e che ha costretto esperti di mercato e addetti ai lavori a rivedere al ribasso le proprie stime sulle quotazioni di greggio per l’anno in corso.
Bot, rendimenti a tassi negativi
Anche il nostro Paese ha scoperto gli investimenti a tassi negativi. Da qualche tempo infatti i rendimenti dei Bot che scadono al massimo tra tre mesi esprimono sul mercato secondario tassi negativi: meno 0,082% il più ravvicinato (scadenza 14-1-2015), meno 0,028% il Bot più “lungo” (13-3-2015).
Quotazioni oro 2015
Dopo un anno caratterizzato da rendimenti altalenanti, gli esperti di mercato si soffermano sulle quotazioni dell’oro per quanto concerne il 2015.
In calo le domande di disoccupazione cassa integrazione
Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Tutti gli indici di febbraio sono in calo e questo fa ben sperare per i lavoratori che guardano con ottimismo alla ripresa del mercato. Anche le domande di disoccupazione sono diminuite. I dati ufficiali.
Azionario Usa, previsti nuovi record
Il mercato azionario statunitense ha chiuso il 2014 con una serie di nuovi record totalizzati. Basti pensare che l’indice S&P500 ha toccato i massimi ancora nella seduta del 29 dicembre, quando si è portato a 2.090,58, sempre più lontano dai minimi sfiorati all’inizio dello scorso marzo a quota 1.706,60.
Il Quantitative Easing penalizza i conti deposito
La manovra della Banca centrale europea che risponde al nome di Quantitative Easing, ribattezzata come il ‘Bazooka’ di Mario Draghi, miete alcune vittime in termini di mercato. I conti deposito, ad esempio, brillano di meno.