I risultati verranno comunicati nell’ultima settimana di ottobre. Ma gran parte dei giochi si stanno svolgendo in questi giorni poiché è in pieno svolgimento lo scambio di conclusioni e deduzioni con la Bce sui bilanci perfezionati da ogni singola banca dopo aver soppesato, sotto il controllo di Bankitalia, uno alla volta i prestiti e i rischi sulla bilancia dell’«asset quality review».

Più le banche saranno in grado di dimostrare di essere di qualità e liberate dalle sofferenze, minore sarà l’effetto degli stress test, molto più rigidi di quelli eseguiti nel 2011. L’Eba (European Banking Authority, l’Autorità bancaria indipendente europea) guidata dall’italiano Andrea Enria, valuterà i bilanci ricalcolati con formule matematiche su due scenari recessivi di scuola: il primo meno drammatico, il secondo pesante, tenendo conto di variabili quali il Pil, la Borsa e il mercato immobiliare.

Stress test banche Eurozona, a cosa servono

La  stessa Eba ha comunicato che il modello degli stress test valuterà: la composizione del capitale, gli asset pensati per il rischio, il conto economico, i rischi di credito, le cartolarizzazioni e il pacchetto dei Bot e Btp di cui sono piene le casse delle banche italiane. il risultato stabilirà quanto denaro aggiuntivo reale dovranno reperire le banche europee e italiane: la solidità patrimoniale minima pretesa è dell’8% nel primo scenario e del 5,5% nel secondo, sempre in termini di Cet1 (il nuovo parametro di riferimento). Chi non supererà il test, avrà tempo due settimane per comunicare quali soluzioni adopererà e 6-9 mesi per passare ai fatti.

Dal 4 novembre entrerà, quindi, in funzione la Vigilanza Unica. Le banche minori rimangono sotto la giurisdizione di Bankitalia, ma anche a loro saranno applicate regole stabilite a livello comunitario. Così  almeno l’Europa delle banche sarà costituita.

 

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