La criminalità organizzata nel sistema agroalimentare: la denuncia di Coldiretti

Il crimine alimentare è in grado di fatturare 15,4 miliardi ed investire ambiti complessi e articolati. I suoi interessi si sono rivolti, anche all’estero, nelle catene commerciali della grande distribuzione, nella ristorazione e nelle aree agro-turistiche, nella gestione dei circuiti illegali delle importazioni/esportazioni di prodotti agroalimentari sottratti alle indicazioni sull’origine e sulla tracciabilità, della macellazione e della panificazione clandestine, dello sfruttamento animale e del doping nelle corse dei cavalli.

30 milioni di Italiani pronti ad andare in vacanza

Tempo d’estate. Tempo di vacanze. A mare, sotto il sole o sotto l’ombrellone e magari in qualche località da sogno, oppure in montagna. Italia o estero. Casa o trasferta. Tutto, come sempre, dipende dal tempo e dai soldi.

Coldiretti: le famiglie mangiano insieme per sconfiggere la crisi

Quasi 2,5 milioni di famiglie italiane consumano insieme tutti e tre i pasti quotidiani per tutti e sette i giorni della settimana; il 14,3% delle famiglie italiane ha dunque nella tavola, dalla colazione al pranzo alla cena, un momento fisso dedicato alla copresenza di tutti i suoi membri.

Coldiretti, Natale all’insegna del risparmio

Nove italiano su dieci hanno festeggiato il Natale a casa, spendendo mediamente 109 euro a famiglia al fine di imbandire le tavola dove la fa da padrona il made in Italy e il biologico con una riscoperta dei piatti della tradizione.

In Italia la spesa è sempre più Low Cost

Nell’anno che sta per volgere al termine a crescere è stata solo ed esclusivamente la spesa low cost all’interno dei discount con un incremento del 2,4%.

Olio, nuove norme per tutelarne la produzione

A partire da oggi in bar, ristoranti, mense e pizzerie i contenitori per l’olio extravergine d’oliva dovranno avere obbligatoriamente il tappo ‘antirabbocco’. Questa norma servirà per evitare che vengano riempiti o allungati con prodotti diversi da quelli indicati.

Gli italiani non risparmiano sulle spese per il pranzo di Pasqua

 Un’indagine della Coldiretti ha mostrato che per il pranzo di Pasqua più di due italiani su tre non hanno abbassato la spesa rispetto al precedente anno. Il dato è del 67% di italiani che hanno mantenuto o aumentato il budget previsto per la spesa utile per organizzare il pranzo. Il 62% ha affermato di avere mantenuto lo stesso budget dello scorso anno, il 5% di averlo aumentato e il 23% di averlo invece contenuto.

Dai dati di Coldiretti emerge che la maggior parte degli italiani ha preferito il pranzo a casa. La spesa totale per il pranzo di Pasqua quest’anno è scesa sotto al miliardo di euro. Ad incidere su questo dato, nonostante la maggior parte delle persone ha mantenuto lo stesso budget dello scorso anno, è il calo dei prezzi con l’inflazione che non è cresciuta come ci si aspettava.

 

► Molti gli italiani in viaggio per le vacanze di Pasqua e per i ponti del 25 aprile e 1 maggio

 

Per il Codacons, i tagli per la spesa di Pasqua riguardano i dolci. L’Associazione dei consumatori ha mostrato dei dati che mettono in evidenza che la spesa per le colombe che è scesa del 12% e la spesa per le uova di cioccolato è scesa del 9%.

Questi dati mostrano comunque che la fiducia dei consumatori è in crescita probabilmente stimolata dalla ripresa economica, che seppure debole è migliore di quella dello scorso anno e contribuisce a creare un clima più buono. Gli italiani mostrano di volere festeggiare la Pasqua, per il valore religioso e quello di riunione familiare che sottende, pranzando soprattutto a casa e non risparmiando per le spese che sono necessarie per organizzare il pranzo.

Consumi alimentari, va alla grande la cucina “fai da te”

 La crisi incide sugli stili di vita degli italiani, ed anche sulle loro abitudini.

E se cambiano le abitudini, cambia anche il modello dei consumi alimentari, settore nel quale si segnala un aumento delle vendite dei prodotti “fai da te” a fronte di un corrispettivo calo dei cibi “già pronti”.

 

► Inflazione ai minimi storici. Due italiani su 3 tagliano i consumi

 

Questo è quanto risulta da una ricerca commissionata da Coldiretti,secondo la quale nei primi nove mesi dello scorso anno il volume degli acquisti di materie base quali miele, farina, uova e preparati per dolci hanno registrato un aumento record , rispettivamente di 12 ,7,5, 6 punti percentuali.

Un trend in assoluta controtendenza se confrontato con il contemporaneo e generalizzato calo degli acquisti di alimentari, in flessione del 4 per cento. Nel 2013 gli italiani hanno infilato nel carrello della spesa più materie prime per la preparazione che non cibi già pronti: le “merendine” ad esempio sono calate in valore del 3 per cento, e i gelati sono precipitati a meno 7 per cento..

Nel 2013, rispetto al recente passato, si è registrato in particolare un aumento del 18 per cento del numero di italiani che hanno preparato il pane in casa, così come in maniera crescente si sono dedicati alla preparazione domestica di pasta, dolci ed altri prodotti alimentari di base. Complessivamente gli acquisti di pasticceria e dolciumi “pronti” sono calati del 10%, portandosi in valore assoluto al minimo storico di 147 euro all’anno per famiglia. In pratica, rileva la Coldiretti, una tendenza a tornare al “fai da te casalingo” in auge negli anni del dopoguerra.

Sette italiani su dieci temono di perdere il lavoro quest’anno

 Qual è la principale preoccupazione degli italiani per il 2014? Quella di perdere il lavoro. Il nuovo anno è iniziato, come accade spesso, con nuovi propositi e nuove speranze per un futuro migliore. Quest’anno, però, sia aggiunge anche questa paura, viste le difficoltà di oggi a trovare un nuovo lavoro.

L’Istat oggi ha mostrato i dati sul tasso di disoccupazione in crescita al 12,7% e quelli sul tasso di disoccupazione giovanile al 41,6%, cioè al livello più alto dal 1977, da quando esistono le serie storiche.

I giovani del 1977 stavano come quelli di oggi? Difficile da dire, ma di certo le difficoltà a trovare un impiego oggi sono molto consistenti.

 

► Disoccupazione in crescita e quella giovanile è da record

 

Molti italiani ascoltano storie di amici, vicini o conoscenti che hanno perso il lavoro e non sono più riusciti a trovarne un altro. Oppure guardano queste storie in televisione o le leggono sui quotidiani. La disperazione si lega spesso alla perdita del lavoro visto il contesto socio economico e la pressione fiscale che paralizzano il mercato del lavoro.

 

L’anno che finendo è molto negativo per il mercato del lavoro

 

E quanto sono ottimisti gli italiani?

Una ricerca della Coldiretti-Ixé dimostra che sono poco ottimisti, e forse questo è un elemento che si lega alla rinuncia al lavoro, anche a cercarlo, stanchi e spaesati dalle difficoltà. Il 35% degli italiani è pessimista e il 51% pensa che le cose non cambieranno, né in meglio né in peggio. Gli italiani ottimisti sono solo il 14%.

Il sondaggio della Coldiretti-Ixé ha mostrato come più della metà degli italiani a paura che in futuro non avrà un reddito sufficiente a soddisfare i bisogni della sua famiglia. Una paura generalizzata che coinvolge il 53% degli italiani.

E come stanno gli italiani?

Quelli che vivono senza problemi sono il 42%, il 45% arriva a fine mese e a pagare le spese ma non può permettersi lussi e il 10% non può permettersi niente compreso il minimo per vivere.

Quanto vale evitare gli sprechi alimentari nei giorni festivi?

 Qualche anno fa, evitare gli sprechi in tavola era sinonimo di virtuosismo e c’erano gli appelli da più parti a una maggiore attenzione per riciclare e non buttare gli avanzi delle feste. Oggi sembra che gli italiani siano diventati improvvisamente quasi tutti virtuosi, oppure è la crisi economica che ha insegnato, o imposto, di evitare gli sprechi.
La Coldiretti ha stimato che il 62% delle famiglie italiane ha ridotto gli sprechi utilizzando il cibo rimasto nei giorni delle feste per consumarlo nei giorni successivi, anche in nuove ricette.
Il cibo e le bevande avanzati e consumati nei giorni successivi consistono in un valore economico stimato in mezzo miliardo di euro.
Sprechi evitati quindi e cibo salvaguardato. L’originalità e la creatività possono poi fare la loro parte con ricette basate sui cibi rimasti che possono essere veramente appetitose. E su internet, e non solo, aumentano i siti che propongono ricette con gli avanzi. Ricette di polpette e polpettoni di carne, frittate di verdure e di pasta, tartare di pesce e poi piatti a base di lenticchie, cibo tradizionale e spesso preparato in quantità enorme visto che è di buon auspicio. E poi ci sono i panettoni e i pandori rimasti. Questi possono essere la base di nuovi dolci, farciti con crema, marmellata o cioccolato. E infine, la frutta secca, altro cibo tradizionale, che può essere caramellata e diventare una sorta di torrone.
Le possibilità per non sprecare il cibo ci sono e questo ha un valore non solo economico, ma anche etico, di rispetto ed educativo.