Fed lascia ancora invariati i tassi

La Fed ha deciso di non toccare i tassi di interesse. La banca centrale statunitense lascia quindi il costo del credito tra l’1,50% e l’1,75% votando all’unanimità rendendo noto contestualmente come la situazione economica sia rimasta invariata rispetto all’ultima comunicazione.

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Borse & Dati Macro: attesa per Fed e Boj

Non ci sono dati macroeconomici da segnalare, nei prossimi giorni, per le Borse europee. Ma i mercati sono concentrati nel seguire le mosse delle banche centrali.

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Piazza Affari paga le incertezze Fed sui tassi

In posizione sell ci sono molti titoli: si trovano sui principali listini europei in una giornata particolare. I volumi sono scarsi e c’è ben poco da fare per provare a migliorare. Così, Piazza Affari dopo due sedute positive torna a chiudere in negativo la sessione lasciando sul terreno l’1,3% a quota 17.157 punti, proprio come Londra, mentre Parigi ha ceduto l’1,2%, Francoforte l’1,1% e Madrid lo 0,9%.

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Borse disorientate dalla Fed

Gli investitori riflettono. Appurato il salto da record per quanto riguarda la fiducia dei consumatori americani elaborato dall’Università del Michigan, attendono notizie circa il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

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Rialzo dei tassi, Fed ancora ‘Dovish’

Cautela e pochi rischi. La Fed ha confermato l’approccio ‘Dovish’ nei confronti del rialzo dei tassi di interesse, malgrado l’economia versi in condizioni migliori rispetto al recente passato. Il dollaro, da par suo, prende atto della situazione odierna e tratta al ribasso.

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Deutsche Bank e Santander soffrono gli stress test Fed

Due tra i principali gruppi di credito europei soffrono i controlli della Federal Reserve. Ancora una volta le divisioni americane di Deutsche Bank e Santander non hanno superato gli esami predisposti dalla Banca centrale di Washington, vedendosi bocciati i loro piani sui capitali, quelli inerenti la distribuzione di dividendi e il riacquisto di titoli propri.

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Fed, nessun rialzo dei tassi in estate

La Fed non rialzerà i tassi di interesse a giugno o a luglio. A dirlo sono gli analisti, che hanno interpretato in questo modo le preoccupazioni espresse dalla Federal Reserve per la doccia fredda arrivata con i dati del mercato del lavoro, così come per la Brexit – ovvero l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea -, che rischia di avere “significative ripercussioni”.

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Borse europee in attesa del Pil Usa

I listini mondiali sono in attesa dei dati concernenti il Prodotto interno lordo americano, che potranno variare il sentiment di Wall Street e fornire una forte indicazione alla Federal Reserve circa l’opportunità o meno di rialzare i tassi di interesse, dando così adito alla graduale stretta monetaria cominciata nel dicembre 2015 dopo otto anni di politica ultra-espansiva.

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