In Germania il salario minimo crea molte polemiche

 È stato il punto fondamentale dei socialdemocratici in campagna elettorale, un nodo importante per il contratto di coalizione del Merkel-ter ed è stato approvato dal governo nelle settimane scorse. Ma in Germania il salario minimo non ha trovato riscontri positivi. È scontenta la parte industriale, che teme il rischio di far andare migliaia di posti di lavoro in fumo.

I magistrati, sul piede di guerra per il taglio stipendi

 L’Associazione nazionale magistrati, in merito agli annunciati tagli degli stipendi nei confronti di più categorie riguardanti il settore pubblico, «denuncia la gravità di una eventuale iniziativa unilaterale del governo che, senza alcun confronto con le categorie interessate e in via d’urgenza, procedesse a una riduzione strutturale delle retribuzioni».

Pensioni, i primi cambiamenti si vedranno solo nel 2015

 Si parla del 2015 per poter vedere qualche possibile cambiamento nel mondo delle pensioni e se da una parte ci sono tantissimi pensionati che aspettano di veder aumentare il proprio assegno pensionistico, così come annunciato dal premier Matteo Renzi, in particolar modo coloro che ad oggi percepiscono meno di mille euro al mese, dall’altra parte sono davvero tanti ormai coloro che sono in attesa di vedere approvata e quindi finalmente concretizzata la possibilità di andare in pensione in maniera anticipata rispetto ai requisiti che oggi vengono richiesti.

Cnh Industrial, proposta di distribuire un dividendo di euro 0,20

 Dall’ assemblea degli azionisti di Cnh Industrial, è giunto il via libera all’approvazione del bilancio 2013 e alla proposta di distribuire un dividendo di euro 0,20 per ciascuna azione ordinaria (pari a un dividendo complessivo di circa 270 milioni di euro) che sarà messo in pagamento il 30 aprile.

Le aziende italiane all’estero stanno tornando in Italia

 Stanno pian piano ritornando dalla Cina, dal Bangladesh, dalla Romania, sulla Riviera del Brenta, sull’Appennino tosco-emiliano, intorno a Firenze. In particolar modo dopo la crisi del 2008, un numero in aumento di imprese italiane sta rinunciando alle strategie di delocalizzazione facendo tornare in patria intere linee produttive.