Disoccupazione giovanile altissima in Italia, Grecia e Spagna

 Sono circa il 40% i ragazzi italiani tra i 15 e i 24 anni privi di lavoro. Un dato a dir poco preoccupante. Siamo in ‘buona compagnia’ dal momento che anche in Grecia e Spagna la situazione è simile.

I tre Paesi citati sono in cima alla classifica della disoccupazione giovanile fra 18 i Paesi dell’Eurozona. Lo scrive la Bce, rilevando che Atene e Madrid vestono la maglia nera. Il livello si attesta “su valori compresi fra il 50 e il 60%. Ma il nostro Paese non fa molto meglio con indici “prossimi al 40%”. Stesso discorso per Portogallo e Cipro.

Alitalia in soccorso di Etihad

 Etihad vuole entrare nel capitale di Alitalia, così quest’ultima cambia lo statuto. Snellito per facilitare l’accesso ai nuovi soci, dopo l’accordo con i sindacati per la gestione degli esuberi e prima di capire come affrontare il debito. La compagnia italiana ha messo a segno un altro importante punto per stringere l’alleanza con gli acquirenti dagli Emirati Arabi.

Chiuse per la crisi 134.000 imprese in sei anni

 La crisi ha spazzato via 134.000 piccole imprese, in particolare nel settore dell’artigianato. Ne pagano le conseguenze anche i commercianti. In sostanza, chi ne risente è il lavoratore della categoria a partita Iva.

I dati provengono dall Cgia di Mestre, e sono stati ricavati calcolando il saldo nel periodo che va dal 2008 allo scorso anno, tra aziende nuove nate e quelle che hanno terminato la propria attività. Se tra i piccoli commercianti la “moria” sfiora le 64mila unità, tra gli artigiani supera quota 70 mila.

Mercato interno: i rischi per le imprese italiane

 La grossa rappresentanza di imprese italiane all’estero continua a dare ottimi risultati dal punto di vista economico, rendendo orgoglioso il Paese. I problemi, con la crescita esponenziale del gap tra domanda interna e domanda esterna, riguardano le imprese che rimangono nel nostro Paese.

Mercato: cresce il gap tra domanda interna e domanda internazionale

 Cresce pericolosamente la divergenza tra mercato interno e domanda internazionale. Il primo, in Italia, continua ad andare molto male. La seconda, invece, continua a dare soddisfazioni.

Si registra, pertanto, una vera e propria dicotomia. Il sistema italiano industriale ha sperimentato la contraddizione di un export che funziona e di una domanda interna sempre più soggetta a contrazioni.

Pil italiano in crescita: le previsioni per il 2014

 Il 2014 sarà foriero di una crescita dello 0,8% per l’Italia. Lo affermano gli economisti del Centro europa ricerche (Cer), secondo i quali la crescita sarà dell’1,1% nel 2015 e dell’1,2% nel 2016. Saranno questi i risultati prodotti da consumi e investimenti e dall’aumento dell’export, aumento pari al 3,2%.

Lieve ripresa del Pil italiano: non accadeva da due anni

 La ripresa economica è cominciata? Difficile dirlo, ma quel ‘+ 0,1%’ accanto alla voce Pil fa ben sperare. L’Istat ha comunicato nei giorni scorsi che nel quarto trimestre 2013 anche l’italia (al pari di quanto sta succedendo con maggior intensità nei Paesi limitrofi) ha fatto registrare una crescita dell’attività produttiva. 

L’economia europea migliora ma quella italiana resta ferma

 Si, è vero. Il Prodotto interno lordo ha fatto registrare una piccolissima risalita pari a uno striminzito 1 x 1000. Non accadeva da nove trimestri. Ma l’Italia continua a soffrire, in un’Europa che invece sta rialzando la testa in tutto il fronte meridionale, e le ragioni per affermarlo sono molteplici. In primo luogo durante l’ultimo trimestre dello scorso anno non vi è una progressione verso l’alto. Difficile aspettarsi qualcosa di buono dal primo trimestre del 2014.

L’economia europea migliora: contrazione minore del previsto in Grecia

 Il fronte meridionale dell’Unione europea fa registrare una minuscola crescita dal punto di vista economico. Gli esperti, più ottimisti del previsto, parlano dunque a ragion veduta di una lieve ripresa. Ripresa che coinvolge gli Stati che negli ultimi anni hanno sofferto maggiormente la Grande crisi e hanno ribaltato la situazione sottostando alle nuove direttive imposte dall’Ue.