Dopo la gravidanza una donna su tre lascia il lavoro

Home > News > Italia > Dopo la gravidanza una donna su tre lascia il lavoro

Dopo aver fatto un figlio si abbandona l’ufficio. Secondo l’Istat, il 30% delle donne occupate ha lasciato il lavoro dopo la gravidanza, ha affermato spiegando che il tasso di abbandono del lavoro per le donne nate dopo il 1964 è al 25% e che il dato risente della crisi, essendo peggiorato tra il 2005 e il 2012.


“Il problema delle interruzioni del lavoro è critico per le donne – ha sottolineato Sabatini – dal momento che si traducono in uscite prolungate di almeno 5 anni in almeno il 60% dei casi”. Se si estende lo sguardo oltre la maternità, si evince comunque che quasi una donna su quattro (22,4%) con meno di 65 anni interrompe l’attività lavorativa per ragioni familiari, contro appena il 2,9% degli uomini.

Oltre ad avere più interruzioni per motivi familiari, i percorsi lavorativi delle donne sono più spesso caratterizzati da lavori atipici: tra gli occupati, di età compresa tra i 16 e i 64 anni nel 2009 solo il 61,5% delle donne ha avuto un percorso interamente standard, contro il 69,1% degli uomini.

Se il gap di genere è forte nella carriera lavorativa, anche una volta chiuso il capitolo del lavoro restano sostanziali divergenze. Nel 2014 la maggioranza delle donn (52,8%), rispetto ad appena un terzo degli uomini, ha percepito redditi pensionistici mensili inferiori ai mille euro; il 15,3% è sceso sotto i 500 euro. I dati, pur ancora provvisori, sono di grande efficacia. Il 10,2% delle pensionate percepisce un reddito mensile pari o superiore ai duemila euro (rispetto al 23,9% dei pensionati). I redditi pensionistici maschili mostrano una disuguaglianza – misurata dal rapporto tra ultimo e primo decile  – maggiore (6,6) di quella osservata per i redditi femminili (5,4).

Lascia un commento