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Lavoratori che guadagnano di più, lavorano anche in pensione

Lavoratori che guadagnano di più, lavorano anche dopo essere andati in pensione. Un fenomeno crescente dal 2007 al 2012 nel nostro Paese.

Uno studio condotta da un ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma, dimostra che nel nostro Paese sono in aumento i pensionati-lavoratori, coloro che hanno chiesto l’assegno pensionistico ma continuano anche a svolgere un’attività lavorativa o professionale. In genere si tratta di persone che hanno un reddito anche decisamente elevato. 

Fabrizio Patriarca, ricercatore della Sapienza di Roma, ha condotto un’indagine sugli occupati con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni, tra le persone che pur avendo maturato i requisiti per andare in pensione, hanno deciso di continuare a lavorare mentre percepivano l’assegno pensionistico.

Pensione, per quali categorie è possibile con le vecchie regole

La decisione di restare a lavoro nonostante la possibilità di andare in pensione è stata molto frequente nel periodo di crisi ed è probabile che si leghi alla difficoltà delle nuove generazioni nel trovare un’occupazione al punto che chi in famiglia aveva un contratto in essere (i capifamiglia) ha deciso di restare a lavoro e fruire al tempo stesso dei benefici di un piccolo assegno pensionistico.

Sulla base della ricerca di Patriarca e dei dati forniti dall’ISTAT si è visto che tra il 2007 e il 2012, i pensionati con più di 60 anni che hanno scelto di restare a lavoro è aumentato di 556.000 unità arrivando a sfiorare quota 2 milioni su 16,1 milioni di pensionati INPS. Per quanto riguarda le fasce di età dei pensionati lavoratori, si è visto che nella maggior parte dei casi hanno più di 60 anni (sono 315.000) o un’età compresa tra 60 e 64 anni (241.000).

In pratica nel 2012 i pensionati lavoratori erano uno su tre. E avevano davvero bisogno di restare a lavoro? A quanto pare si può stabilire una relazione diretta tra l’aumento del reddito e la scelta di restare a lavoro.