Scandalo Libor, multa di 2,5 miliardi a Deutsche Bank

Pesante sanzione per Deutsche Bank. Il gruppo di credito dovrà pagare 2,5 miliardi di multa alle autorità statunitensi e britanniche per il fatto di avere manipolato i tassi benchmark Libor, Euribor e Tibor.

Tassi Euribor al ribasso

Se i tassi di interesse si aggirano al minimo storico dello 0,05%, si registrano previsioni al ribasso per ciò che concerne i tassi Euribor. Tutto, o quasi, è cambiato rispetto a qualche settimana fa. Le previsioni del valore a 3 mesi, date allo 0,20% entro la fine dell’anno, oggi si attestano tra lo 0,09 e lo 0,06%. Un situazione, quella della scadenza trimestrale, che rimarrà uguale anche per tutto l’anno prossimo.

Una multa record per le banche che hanno manipolato i tassi Euribor e Libor

 La Commissione Europea ha comminato una multa record a sei istituti bancari per lo scandalo legato ai tassi Euribor e Libor. Una multa da 1,7 miliardi di euro decisa contro i gruppi bancari considerati colpevoli della manipolazione dei due tassi interbancari fatta due anni fa. Una multa senza precedenti a carico degli istituti bancari tutti europei a parte uno americano.

La parte più alta dovrà essere pagata dalla Deutsche bank che è stata giudicata in entrambe le inchieste e dovrà pagare 725 milioni di euro. Con questa decisione, l’antitrust europea vuole anche avvertire tutte le banche e la finanza europea. Le regole vanno rispettate e che le viola dovrà renderne conto.

Il valore del tasso BCE vicino a quello dell’Euribor

 Come abbiamo visto anche in un post pubblicato in precedenza nella giornata di ieri la Banca Centrale Europea – BCE – ha deciso per un ulteriore taglio del costo del denaro, che ha fatto calare il valore dei tassi di interesse. Il costo del denaro, oggi ancora una volta al suo minimo storico, è stato fissato dunque allo 0,25%. 

I tassi di interesse di un mutuo – Eurirs Euribor spread e TAEG

 Un post pubblicato in precedenza ci ha dato la possibilità di capire meglio in quale modo vengano calcolati i tassi di interesse dei mutui, che in definitiva rappresentano il compenso richiesto dalle banche e dagli altri istituti di credito per la concessione del finanziamento. 

I tassi di interesse e i parametri di riferimento usati per i mutui

 Come abbiamo ricordato anche in una serie di post pubblicati in precedenza, una delle cose da prendere sicuramente in considerazione prima della stipula di un mutuo è il tasso di interesse, che costituisce in definitiva il compenso richiesto dalla banca o dall’intermediario a cui ci si è rivolti per la concessione del finanziamento stesso.

I tassi bancari italiani sono i più cari d’Europa

 L’italia si aggiudica un altro record negativo. Questa volta lo abbiamo ottenuto per i tassi di riferimento, quelli  che si applicano ai prestiti e ai mutui che sono, secondo l’elaborazione dei dati di Bce e Bankitalia fatta dalla Adusbef-Federconsumatori, sono i più cari d’Europa.

► Se i mutui sono costosi è colpa dello spread

Quindi, oltre al fatto che le banche sono sempre meno propense a concedere prestiti e mutui, sia alle famiglie che alle aziende, e, nei pochi casi in cui lo fanno, cercano di assicurarsi di ottenere indietro una somma più che sostanziosa. Infatti, seguendo quanto calcolato, per un mutuo trentennale di 100mila euro, in Italia si applica un tasso di interesse pari al 4,64% contro il tasso del 3,45% che viene applicato in Francia o Germania o in altri paesi dell’Unione.

Così, la rata mensile di un italiano è di 515 euro, quella del francese si ferma a 446. Facendo il calcolo sulla durata del mutuo, gli italiani pagano 24.840 euro in più rispetto agli altri europei.

Com’è possibile tutta questa differenza?

I tassi si calcolano a partire dall’Euribor o dall’Eurirs, ai quali, poi, viene sommata la percentuale relativa allo spread, ossia la percentuale di guadagno della banca. In Europa la politica attuale è quella di rilanciare i consumi proprio attraverso l’abbassamento dei tassi di interesse, ma poi in Italia, come non accade in altre parti, i tassi bassi diventano l’occasione per gonfiare i guadagni delle banche.

► Tutto sui tassi d’interesse dei mutui

A tutto discapito dei consumatori e dell’economia in generale. Come spiega Elio Lannutti di Adusbef:

Gli istituti finanziari italiani approfittano dei tassi bassi, ai minimi storici, per applicare spread altissimi, guadagnando così cifre esorbitanti sui mutui, come sui prestiti. Arrivano ad applicare ai mutui a tasso variabili spread dal 2,7 al 4,50%, per i fissi si arriva anche al 5%. Aggiungendoci i tassi Euribor o Eurirs, ecco che si raggiungono picchi del 4,50 per i variabili e del 6,8 per i fissi. Che si traduce in un vero e proprio salasso per i consumatori.

 

Le piccole variazioni dell’Euribor fondamentali per gli investimenti

 L’Euribor è l’indice cui si vincolano la maggior parte dei mutui variabili accesi nel nostro paese per questo delle variazioni in rialzo o in ribasso dell’indice mandano in apprensione i cittadini mutuatari. Le ultime notizie, tuttavia, non sono delle migliori.

 La nuova vita dell’Euribor

Durante la settimana finanziaria già archiviata, infatti, si è notato è un buon quantitativo di denaro è tornato indietro alla BCE determinando un’ascesa dell’indice. Questo movimento è stato documentato dagli analisti di Francoforte che hanno ammesso di aver avuto una restituzione dell’Ltro superiore a quella attesa.

 Scandalo tassi Euribor ora tocca alle banche tedesche

L’influenza, di questi spostamenti di denaro si è sentita soprattutto sui tassi a breve termine che sono anche quelli più sensibili alla politica monetaria. L’Euribor a 3 mesi, e facciamo soltanto un esempio, è cresciuto dallo 0,188% allo 0,214%. Il punto di partenza è considerato un livello minimo “storico”. Le attese del mercato erano ben altre. Adesso sono state riviste tutte le stime e si pensa che entro dicembre l’Euribor a 3 mesi crescerà fino allo 0,54%, che è più del doppio di quello che si prevedeva due settimane fa.

A livello di rendimenti i titoli tedeschi a due anni sono saliti fino allo 0,28% superando i Treasury USA. Secondo gli analisti questi movimenti sono legati a due cause principali: il primo è l’atteggiamento della BCE che è molto meno espansivo rispetto alla penultima riunione e poi la progressiva riduzione della liquidità che, tempo fa, aveva determinato il quasi azzeramento dei tassi.

Rate più leggere con l’Euribor ai minimi

 Le rate dei mutui a tasso variabile dipendono molto dalle oscillazioni dell’indice al quale sono legate. Il fatto che l’Euribor a 1, 3 e 6 mesi sia ai livelli minimi, contribuisce ad allentare la pressione del mutuo sulle famiglie che si sono affidate al tasso variabile.

L’avvio del 2013 è stato condito da una serie di rincari e tasse. Tutto come previsto ma chiaramente nessuno ha accettato di buon grado la necessità di tirar fuori più soldi dell’anno passato. Eppure, in controtendenza rispetto a questa serie di rincari, sono in calo le rate dei mutui a tasso variabile.

Gli analisti prevedono che questa situazione, molto vantaggiosa per i mutuatari, non sia del tutto passeggera, al contrario prevedono che duri fino a tutto il 2013.

Tutto dipenderà dai valori che saranno assunti dall’Euribor a 1, 3 e 6 mesi che sono ormai fissi ai livelli minimi pari, rispettivamente, allo 0,11, allo 0,19 e allo 0,32 per cento. Rispetto ai mesi passati questo ribasso dell’indice è stato sicuramente gradito. I potenziali mutuatari, ma soprattutto chi un mutuo variabile l’ha acceso qualche anno fa, sono contenti dell’andamento dei tassi.

Peccato che la stessa tendenza al ribasso, almeno per il momento, non sia condivisa dagli spread applicati dalle banche. Praticamente, considerando un mutuo ventennale, il risparmio sulla rata è stato del 14 per cento in un anno. Niente male!