Si fa un gran parlare di pressione fiscale, nella speranza di ridurla. Anche perché i dati, ora più che mai, parlano chiaro.

Si fa un gran parlare di pressione fiscale, nella speranza di ridurla. Anche perché i dati, ora più che mai, parlano chiaro.

Gli Usa hanno portato avanti durante gli scorsi mesi una vera e propria battaglia contro le “inversioni fiscali”, procedure adottate dalle multinazionali per rendere più lieve il conto da versare all’Erario americano.

Strana coincidenza. Il gruppo Armani lascia la Svizzera di gran carriera, trasferendo a Milano la propria sede di Mendrisio, con conseguenze dolorose per un centinaio di persone, proprio mentre il Parlamento elvetico, su richiesta esplicita e prolungata dell’Ocse, elimina gli sgravi fiscali alle imprese estere che si sono insediate nella Confederazione, attratte dalla prospettiva di pagare poche tasse.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare la prossima settimana il decreto per la detassazione del salario connesso alla produttività. È il decreto attuativo della norma contemplata dall’ultima legge di Stabilità che disciplina una tassazione agevolata al 10% dei cosiddetti premi di risultato.

La promessa di Matteo Renzi: abolizione del bollo auto già dalla prossima Legge di Stabilità. Questa misura costerebbe alle Regioni circa 6 miliardi. Eppure il Premier assicura che si troveranno le coperture o entro la prossima Legge di Stabilità o entro la fine della legislatura.

Si sa, il rapporto tra il Fisco e gli italiani non è di certo idilliaco. Probabilmente, uno dei motivi che portano a questa situazione è che non se ne intuiscono compiutamente i confini e la presenza. A mettere in cifre questo concetto ci ha pensato la Cgia, che parla di una fetta enorme (il 96%) del totale delle tasse che gravano sui lavoratori dipendenti come “occulta”.

Cresce a dismisura il rischio di pesanti multe per i negozianti che non emettono lo scontrino fiscale. La Guardia di Finanza, mediante una circolare (nota prot. n. 74609/2016), ha comunicato che gli effetti della riforma delle sanzioni amministrative tributarie sono validi dal primo gennaio 2016: lo scopo è quello di velocizzare gli accertamenti e renderli più mirati e specifici. Nel verbale saranno inseriti nuovi campi destinati al rilevamento.

I Conti correnti non avranno più segreti per il Fisco. Entro il prossimo martedì 30 giugno, infatti, banche e operatori finanziari avranno l’onere di comunicare all’Anagrafe tributaria i dati sulla giacenza media di tutti i conti correnti riferita al 2014.
L’accordo Ue relativo alla trasparenza e allo scambio automatico di informazioni dei tax ruling, gli accordi fiscali anticipati siglati fra alcuni Stati membri e centinaia di imprese multinazionali.
Quali spese bisogna considerare in previsione di un investimento in azioni, Bot o Btp?