L’eccessivo Export tedesco crea tensioni con gli Usa

 Nuove critiche degli Stati Uniti alla Germania sull’andamento della bilancia commerciale tedesca. L’aumento ulteriore a novembre del surplus commerciale della Germania è stato l’argomento che ha fatto scaturire le nuove critiche.

La tensione tra Stati Uniti e Germania sull’export è stata espressa questa mattina dal segretario al Tesoro Usa Jacob Lew dopo l’incontro con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e si basa sugli eccessivi avanzi.

 

► In miglioramento la bilancia commerciale italiana

 

Jacob Lew e Wolfgang Schaeuble hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. Il segretario al Tesoro americano ha affermato che nel 2013 la Germania ha fatto sforzi utili al riequilibrio della bilancia commerciale, ma ha anche puntualizzato che è necessario un riequilibrio ancora migliore. Jacon Lew ha riconosciuto le difficoltà della Germania a muoversi verso questo obiettivo nel breve termine.

 

► Bilancia commerciale in attivo grazie all’export

 

A novembre, il surplus della bilancia commerciale tedesca è di 17,8 miliardi di euro. A ottobre era a 16,7 miliardi di euro e quindi il surplus è in rialzo. Gli economisti prevedevano il rialzo a 17,5 miliardi di euro, quando di poco minore a quello realizzato.

L’export della Germania a novembre è cresciuto dello 0,3% nel confronto con il mese precedente e dell’1% annuo. L’import è invece calato dell’1,1% nel confronto con il mese precedente e dello 0,4% annuo.

Il segretario al tesoro Usa Jacob Lew ha mostrato il suo appoggio all’aumento degli stipendi e agli investimenti nelle infrastrutture su cui lavora il governo tedesco. La Germania, però, deve avere più domanda interna. Critica all’eccessivo export e alla debolezza dei consumi interni, è questa è la considerazione degli Stati Uniti.

Export italiano più che positivo a settembre 2013

 La bilancia commerciale italiana fa segnare buoni risultati nel mese di settembre 2013 e rinfranca soprattutto nei confronti di quella atmosfera di crisi che sembra non voler più abbandonare il paese. Nel nono mese dell’anno, infatti, secondo le ultime statistiche rilasciate dall’Istat, il saldo della bilancia commerciale italiana ha chiuso in attivo per oltre 790 milioni di euro. 

L’UE richiama la Germania sulle partite correnti

 I richiami della Commissione Europea arrivano anche nei confronti dei poteri forti dell’Eurozona. E’ il caso ad esempio della Germania, che può vantare l’economia più solida del gruppo europeo a livello internazionale e degli ottimi risultati anche a livello di export

Positiva la bilancia commerciale italiana

 Nei primi sei mesi del 2013 il saldo tra in volume d’ affari delle esportazioni e quello delle importazioni è risultato positivo per un valore di circa 40 miliardi di euro – prodotti energetici a parte. A rilevarlo è l’ Istat, che registra per il mese di giugno un surplus da 3,6 miliardi di euro, decisamente in aumento rispetto a quel 2,8 che si era totalizzato nel mese di giugno 2012. 

Il vino europeo nel mirino della Cina

 Il braccio di ferro tra la Cina e l’ Europa non è ancora concluso. Dopo l’ annosa vicenda dei pannelli solari e dei dazi molto alti che l’ Unione Europea ha deciso di imporre ai prodotti cinesi per evitare l’ eventuale dumping dei produttori asiatici, adesso la situazione tra i mercati europeo ed asiatico appare ribaltata, e il pomo della discordia è rappresentato dal vino.

In miglioramento la bilancia commerciale italiana

 Se l’economia interna del paese fa fatica a tirare avanti, ci sono buone notizie che arrivano sul fronte estero. La bilancia commerciale italiana, infatti, ad aprile 2013 ha registrato un disavanzo positivo per il paese pari a 1,9 miliardi di euro, a fronte del -300 milioni di euro che si è registrato nello stesso periodo dello scorso anno.

► Calano le vendite nell’Eurozona

Sono i dati rilasciati questa mattina dall’Istat che sottolinea come gli scambi commerciali dell’Italia con l’estero siano positivi sia per i paesi dell’Unione Europea (+0,4 miliardi di euro) che con i paesi al di fuori dell’Unione (+1,5 miliardi di euro).

Per quanto riguarda i primi quattro mesi del 2013, i dati Istat evidenziano un aumento tendenziale dello 0,5% delle esportazioni e una diminuzione del 6,3% delle importazioni. Su base mensile le importazioni sono diminuite dello 0,9%, mentre le importazioni sono rimaste stabili sul livello registrato per il mese precedente.

Nello specifico l’import è diminuito soprattutto per gli acquisti in Europa (-1,4%) rispetto ai mercati extra Ue (-0,3%); calati maggiormente gli acquisti di beni strumentali (-6,3%).

► A marzo negativo l’export italiano

Le esportazioni, invece, sono aumentate del +4,4%, ripartire in un +3,1% verso l’area Ue e del 6,1% verso i paesi extra UE.

Difficoltà per l’import dall’estero

 C’è un enorme surplus commerciale con gli Stati fuori dall’Ue, pari ormai a 1,5 miliardi di euro ad aprile, a fronte del disavanzo di 901 milioni dello stesso mese del 2012. Lo rende noto l’Istat. Per l’istituto l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici muove da 4,7 a 5,6 miliardi di euro e il deficit energetico è diminuito da 5,6 a 4,2 miliardi di euro.

In totale, nei primi quattro mesi del 2013 il saldo commerciale con i paesi extra Ue è pari a 2,5 miliardi. Ad aprile, dunque, i flussi commerciali con i paesi extra Ue hanno registrato una flessione congiunturale: -0,3% per le importazioni e -0,7% per le esportazioni.

L’istituto di statistica evidenzia che “i dati di aprile confermano un quadro congiunturale di debolezza delle vendite all’estero”. L’export, invece, continua ad essere positivo su base annua, segnando ad aprile un aumento tendenziale del 6%. Diverso il discorso per le importazioni, in calo del 10,3% su aprile 2012. I mercati più dinamici all’export sono i paesi Mercosur, ovvero Uruguay, Paraguay, Argentina, Brasile, Venezuela (+21,9%); Asean, i paesi del sud-est asiatico (+19,2%).

In sintesi, dunque, aumenta il gap commerciale con i paesi che non appartengono all’Unione. Ciò va in relazione al disavanzo di 901 milioni di un anno fa. Il deficit energetico è diminuito a 4,2 miliardi. L’export, su base annua, è positivo, mentre l’import è calato del 10,3%

L’Istat registra il dimezzamento del deficit extra Ue a Gennaio

 I dati dell’Istat sulla bilancia commerciale mostrano come il deficit commerciale con i Paesi extra Ue si è dimezzato a Gennaio. Il deficit commerciale è passato da -5,2 miliardi a -2,3 miliardi nel confronto tra Gennaio 2012 e Gennaio 2013. Questo dato arriva soprattutto dall’aumento delle esportazioni che è del 17,7%. Le importazioni sono invece diminuite del 5,6%.

L’accordo europeo sui bilanci degli stati membri

I dati dell’Istat mostrano che anche il deficit energetico è in calo passando da -6,1 miliardi di Gennaio 2012 a -5,2 miliardi di Gennaio 2013. Il surplus nello scambio di prodotti non energetici si è invece ampliato passando da da 869 milioni nel 2012 a 2,9 miliardi nel 2013. Alla base di questo dato c’è soprattutto l’aumento commerciale dei beni strumentali.

Saldo positivo per l’export italiano

La crescita delle esportazioni riguarda un po’ tutti i settori con solo quello dell’energia che è in diminuzione del 26,2%.

Le importazioni sono invece in calo è in particolare per i beni di consumo durevoli con il 18,5% e per l’energia con il 16,3%.

Nel confronto con il mese di Dicembre si registra un incremento dei i flussi commerciali presentano un incremento, più nelle esportazioni con un 3,9%) che nelle importazioni con un 3,0%.

Per i prodotti intermedi si vede una crescita congiunturale che è superiore alla media ed è del 5,4%, mentre per i beni di consumo durevoli si registra una diminuzione del 4,7%.

I mercati con gli incrementi più alti nelle esportazioni sono Asean con il 32,2%, Opec  con il 26,1%, Giappone con il 25,6%, Cina con il 24,6%, Eda con il 22,9% e Stati Uniti con il 20,2%.

Italia, male import ed export

Non sono molto confortanti i dati Istat circa l’import e l’export italiano.  Le statistiche mettono in chiara evidenza l’influenza della crisi sul commercio estero. Le esportazioni italiane non vanno a gonfie vele e rasentano soglie minime che non si verificavano da più di tre anni fa.  A non andare bene sono anche le importazioni: si registra una diminuzione del 4,2%, mentre su base annua la diminuzione è ancora più forte e giunge addirittura al 10,6%. Un vero e proprio crollo delle importazioni dunque.

Il periodo al quale i dati fanno riferimento è quello di Settembre, con le esportazioni che sono scese del 2% rispetto al mese precedente di Agosto. In totale sono scese del 4,2% in un anno.

Rispetto ai volumi, la diminuzione delle importazioni e delle esportazioni è ancora più alta con, rispettivamente, il -15,3% e il -7,8%. Le esportazioni si mostrano in crescita se prendiamo in considerazione il terzo trimestre 2012 con il 2,2%.

In particolare, l’Istat fa vedere come l’import sia diminuito soprattutto da Paesi quali il Giappone con il -35% e l’India con il -30,9%. Per quanto concerne le esportazioni, sono in diminuzione soprattutto quelle di beni strumentali con il -8,3% e quelle di prodotti intermedi con il -5,3%.

Particolare difficoltà si riscontra in due settori economici. Nel settore dei mezzi di trasporto, senza prendere in considerazione gli autoveicoli, e nel settore dei prodotti tessili.