Alitalia salva grazie agli arabi?

 Secondo le indiscrezioni di Bloomberg:  ci potrebbe essere un incontro decisivo tra le parti a Roma. Ma il vettore di Abu Dhabi, reduce da altro shopping di quote in vettori e aerei, aspetta il termine dell’aumento di capitale e la chiusura delle trattative sindacali per la riduzione dell’organico

Arrivano i mini-bond e il fondo di garanzia per il credito alle imprese

 Solo alcuni giorni fa il governo ha presentato in via ufficiale gli interventi contenuti all’interno del piano Destinazione Italia, il cui scopo è quello di promuovere la crescita economica e di incentivare lo sviluppo delle imprese italiane. Il piano è stato infatti sviluppato di concerto con il Ministero per lo Sviluppo Economico e contiene diverse misure per migliorare le condizioni di vita delle aziende del nostro paese, sia sotto il profilo generale che in alcuni specifici settori. 

Le aziende più diffuse in Italia sono le microimprese

 Una recente ricerca compiuta dall’Istat ha fatto luce sulla situazione delle imprese e delle industrie italiane, dimostrando come il tessuto produttivo del nostro paese sia caratterizzato dalle piccole dimensioni delle sue aziende. L’Italia infatti oggi appare sempre di più come un paese non votato alla grande impresa, dal momento che le dimensioni medie delle aziende arrivano al massimo a 3,7 addetti. 

L’industria delle energie rinnovabili perde il 50% del suo fatturato

 Nel giro di due anni, i due anni che vanno dal 2011 al 2012, il settore industriale delle energie rinnovabili ha visto eclissarsi la sua buona stella. Quella stella che invece l’aveva incoronato tempi prima come uno dei business più promettenti e come il miglior investimento per l’interno paese. 

Sempre più numerose le multinazionali italiane che emigrano all’estero

 Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere il fatto che la crisi economica abbia provocato il passaggio in mani di imprenditori stranieri di molti storici marchi dell’industria italiana.  In un post pubblicato in precedenza abbiamo sottolineato, infatti, come negli anni centrali della crisi, dal 2008 al 2012, più di 400 marchi storici italiani abbiano preso la strada dell’estero. 

Le aziende del Made in Italy diventano sempre più straniere

 La crisi economica degli ultimi quattro anni ha colpito duramente anche storici marchi italiani, che sono stati costretti a cambiare bandiera e ad emigrare all’estero. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, invece, numerose aziende storiche del nostro paese sono state vittime delle più spietate leggi della concorrenza, in base alle quali le aziende che non riescono ad andare avanti vengono acquistate dai loro diretti competitor solo per essere smantellate e vendute pezzo a pezzo. 

Il settore dell’edilizia perde oltre il 22% dall’inizio della crisi

 Dall’inizio della crisi economica, nel lontano 2007, l’edilizia ha pagato e continua a pagare il prezzo più alto della crisi. E’ questo il messaggio che arriva dall’ultima indagine compiuta da Confartigianato, che ha lanciato l’allarme sulle condizioni delle imprese artigiane nell’ultimo periodo. 

Aumenta il rischio tangenti per le PMI italiane

 Una recente indagine compiuta dall’ufficio stampa di Adnkronos ha fatto luce su uno dei fenomeni più oscuri del mondo imprenditoriale. Si tratta del fenomeno della corruzione, vecchio male della Prima Repubblica, probabilmente mai sepolto del tutto. Adnkronos, infatti, torna a parlare del pericolo di corruzione e della diffusione di tangenti presso le Piccole e Medie Imprese – PMI – italiane in tempi recenti. 

Aumentano i debiti delle aziende italiane per il FMI

 Il Fondo Monetario Internazionale – FMI – ha recentemente tracciato una analisi approfondita della situazione patrimoniale e finanziaria italiana, dividendo i risultati conseguiti sulla base di tre categorie: quella delle imprese, quella delle banche e quella famiglie. 

Le industrie manifatturiere tornano ad assumere a novembre 2013

 Nel mese di novembre 2013 sono arrivati per l’industria italiana i primi segnali concreti di ripresa, anche se la situazione necessita di essere affrontata e descritta ancora con molta cautela. Nel corso del mese che si è appena concluso, dunque, i valori dell’Indice Pmi manifatturiero sono tornati ad aumentare, passando da un livello di 50,7 punti ad un livello di 51,4 punti.