Il mercato del lavoro Usa offre un forte segnale di crescita: a febbraio crea 242 mila posti di lavoro, più delle aspettative, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile al 4,9%.

Il mercato del lavoro Usa offre un forte segnale di crescita: a febbraio crea 242 mila posti di lavoro, più delle aspettative, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile al 4,9%.

Quest’estate ospiterà i Giochi Olimpici, un business che darà ossigeno alle casse dello Stato. Ma, al momento, il Brasile sta attraversando uno dei più brutti periodi della sua storia punto di vista economico, e continua ad affondare nella crisi. Una crisi che non sembra avere mai fine.

Le Borse europee di Londra e Milano hanno un nuovo pretendente, che farà concorrenza a Francoforte: Intercontinental Exchange (Ice), il gruppo di Atlanta che gestisce il New York Stock Exchange, sta valutando un’offerta per il London Stock Exchange, di cui fa parte anche Borsa Italiana.

I mercati non si fidano della promessa del G20 di fare di tutto per supportare la crescita e – dopo una settimana di recuperi – iniziano la nuova ottava di contrattazioni all’insegna del rosso. I listini Ue si muovono in rosso, sulla falsa riga di quanto verificatosi in Oriente: Milano lascia sul terreno l’1,4% con le banche deboli, Londra cede lo 0,9%, Parigi l’1,3% e Francoforte l’1,7%.
Le Borse europee confermano il trend al rialzo, contando sul dato riguardante il Pil Usa del quarto trimestre apparso in crescita in confronto alle aspettative e sull’iniziale rimbalzo di Wall Street.
Brexit e crisi dei rifugiati: sono questi i nuovi timori di cui si discute al G20. I grandi Paesi aggiornano così il catalogo delle loro preoccupazioni relative alla fragile crescita economica, già minacciata dagli ormai vecchi spauracchi rappresentati dalla Cina e dalla volatilità sui mercati finanziari.
Il dieselgate che ha messo in guai seri un celebre marchio come Volkswagen durante lo scorso autunno rischia di colpire anche i nuovi vertici della casa automobilistica teutonica. Un risvolto, fino a questo momento, del tutto inaspettato dal board.
Da ieri hanno preso il via i nuovi stress test coordinati dall’autorità bancaria europea. I risultati saranno comunicati all’inizio del terzo trimestre di quest’anno.
Yahoo prepara la separazione da Alibaba al fine di sopravvivere e comunica di aver iniziato il processo per esplorare possibili alternative strategiche al reverse spin-off della quota da quasi quaranta miliardi di dollari che detiene nel gigante cinese dell’e-commerce.
Dall’Olanda alle Bermuda per diminuire l’impatto del Fisco che consente a Google – oggi Alphabet – di pagare il 6% sui profitti all’esterno degli Stati Uniti, un quarto circa dell’imposta media nei mercati sui quali opera.