Il crollo del dollaro e possibili effetti a medio termine a febbraio 2026

Occorre analizzare oggi stesso il crollo del dollaro, coi possibili effetti a medio termine che dobbiamo registrare a febbraio 2026. L’intervento di Donald Trump durante una tappa in Iowa ha innescato una tempesta perfetta sui mercati valutari. Con una sintesi brutale — «Penso sia fantastico» — il Presidente ha accolto con favore l’indebolimento del dollaro, trasformando una flessione tecnica in un caso politico di portata mondiale. Per Washington, la svalutazione non è più un segnale di crisi, ma uno strumento strategico per favorire il business e l’export.

crollo del dollaro

Borse e quotazioni del petrolio su

Un leggero rialzo per le Borse europee in apertura di mattinata. Milano si è collocata di poco sopra la parità. Bene anche Parigi, Francoforte e Londra. La Federal Reserve, complici i dati deludenti relativi al rapporto sull’occupazione statunitense, ha rinviato la stretta sul rialzo dei tassi.

Venezuela, la rivoluzione battuta dal dollaro

Quella del Venezuela è da molto tempo una situazione drammatica. Il Paese è ridotto in povertà con gli scaffali vuoti nei supermercati ormai da mesi. Le merci non arrivano e il popolo è stanco. Stanco anche di combattere, forse.

Euro, continua la striscia positiva

Senza dubbio, sul fronte valute, è un buon momento per l’euro. Il cross Eur-Usd, che proprio dodici mesi fa aveva sfiorato i massimi relativi, raggiungendo quota 1.40 offre ottimi segnali di risveglio.

Yellen-Draghi: prosegue lo scontro sulle valute

Gli americani non gradiscono un dollaro troppo forte in confronto all’euro. Un sondaggio condotto dalla società americana Butters su 23 conference call effettuate da manager di società Usa quotate, evidenzia che  il 70% di loro dà la colpa degli utili deludenti alla rivalutazione del dollaro rispetto alle altre valute mondiali.