Il bollo auto nelle auto e moto d’epoca con più di 20 anni

 In Italia i cosiddetti veicoli storici, cioè le auto e le moto d’epoca nella maggior parte dei casi non sono soggetti al pagamento del bollo auto, la tassa automobilistica regionale, e quando lo sono i loro proprietari sono tenuti solo al pagamento di piccole cifre forfettarie. Stando così le cose, quindi, possedere un veicolo d’epoca in Italia è sicuramente un modo per risparmiare sugli oneri fiscali. 

Quale bollo auto devono pagare le auto d’epoca?

 Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad un vero e proprio boom delle auto e delle moto d’epoca. Sono cioè decisamente aumentati rispetto al passato i veicoli storici che circolano sulle strade italiane, sia a livello di automobili che a livello di motocicli. Ma oltre ad un certo gusto per il revival vintage, sembrano essere anche altre le ragioni dietro al dilagare di questo strano fenomeno. 

Che cos’è l’imposta sostitutiva che si paga sulle plusvalenze immobiliari

 Forse non tutti sanno che in alcuni particolari casi anche chi vende un immobile è soggetto al pagamento di una imposta. Nelle vendite immobiliari, infatti, i venditori possono essere soggetti in alcune condizioni alla tassazione sulle plusvalenze immobiliari, le quali sono costituite dalla differenza di prezzo che si genera tra il prezzo di acquisto di un immobile e il prezzo a cui viene rivenduto. 

Pos obbligatorio entro 30 giugno per i professionisti. La sentenza del Tar

 Il Tar ha respinto il ricorso degli architetti: “Il costo sostenuto non è irreparabile”. Resta il limite dei 30 euro, ma la norma sarà valida per tutti a prescindere dal reddito dichiarato: dal 29 luglio calano le commissioni sui pagamenti. La protesta: “I bonifici costano meno e permettono di tracciare i movimenti”

Le tasse da pagare quando si compra o vende casa

 Quando si acquista o si vende un immobile in Italia, sia colui che compra che colui che vende è soggetto al pagamento di alcune imposte. Gli oneri fiscali riguardano dunque sia compratori che venditori, ma in misura decisamente differente e non in tutte le circostanze che possono presentarsi. 

La relazione tra lo spread e il fabbisogno statale

 La discesa dello spread e la conseguente diminuzione degli interessi sul debito pubblico italiano danno risultati materiali che rappresentano una diminuzione del fabbisogno dello Stato di 6,2 miliardi da gennaio. Ad aprile il fabbisogno è stato di 10,1 miliardi rispetto agli 11,3 miliardi dello stesso periodo del 2013.