Quando si acquista una casa il compratore è soggetto di norma al pagamento di una serie di imposte, come abbiamo avuto modo di sottolineare anche in un post pubblicato in precedenza, tra cui spiccano l’imposta di registro e l’IVA, ovvero l’imposta sul valore aggiunto. 

Le tasse da pagare sull’acquisto di un immobile

La prima cosa da sapere, tuttavia, è che l’IVA è dovuta solo nel caso si acquisti l’immobile da una impresa costruttrice e solo in particolari condizioni di vendita.

La seconda cosa è che sia l’imposta di registro che l’IVA sono più convenienti se si sta acquistando una prima casa. 

Vediamo quindi come è possibile calcolare queste due imposte.

Come calcolare l’imposta di registro quando si compra un immobile

L’imposta di registro nelle compravendite si calcola sul cosiddetto prezzo valore, che è a sua volta basato sulla rendita catastale. Per calcolare il prezzo di valore è necessario rivalutare la rendita catastale del 5 per cento e moltiplicare il risultato ottenuto per 110 se si tratta della prima casa o per 120 se si tratta della seconda casa.

Prezzo valore prima casa: rendita catastale + 5% x 110

Prezzo valore seconda casa: rendita catastale + 5% x 120

Come calcolare l’IVA quando si compra un immobile

Per calcolare l’IVA a cui è invece soggetto un immobile che si sta acquistando da una impresa costruttrice è necessario utilizzare il prezzo di acquisto dell’immobile dichiarato all’interno dell’atto notarile.

L’IVA è dovuta in tutti i casi in cui chi vende la casa è un’impresa costruttrice (o una impresa di ristrutturazione) che vende entro 5 anni dalla fine dei lavori o successivamente, ma solo nel caso in cui entro tale termine l’immobile sia stato locato per almeno 4 anni in regime di edilizia residenziale convenzionata.

 

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