In Europa crescono le Pmi

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 La ripresa del settore manifatturiero ha continuato a crescere in Europa con i dati di febbraio. Emere un minore affidamento sulla Germania e una più radicata crescita in altre parti della zona euro, come la Gran Bretagna e l’Europa centrale.

L’attività nell’Eurozona è stata nel mese di febbraio superiore alle stime, anche se ha rallentato rispetto al mese precedente. Tale rallentamento è stato causato in gran parte dalle fabbriche tedesche, con l’attività che è aumentata a un ritmo più veloce nei Paesi Bassi, in Irlanda e in Spagna, mentre il calo dell’attività in Francia è stata la più bassa da cinque mesi. In altre parti d’Europa, l’attività è cresciuta in Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Polonia, anche se ha rallentato in alcune nazioni nordiche.

 

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Complessivamente, le indagini suggeriscono che c’è la modesta ripresa economica in Europa e che questa ripresa dell’attività sta cominciando a tradursi in nuovi posti di lavoro. L’Italia, in questo caso, è ancora un’eccezione. I produttori della zona euro hanno assunto personale per il secondo mese consecutivo, mentre le fabbriche inglesi lo hanno fatto al ritmo più veloce dal maggio 2011. La ripresa nel settore manifatturiero della zona euro sembra destinata a proseguire nei prossimi mesi, con nuovi ordini in aumento per l’ottavo mese consecutivo, anche se a un ritmo meno alto rispetto a gennaio.

Le prestazioni in Europa contrastano con quelle in Asia, dove le piccole e medie imprese manifatturiere hanno mostrato dati in calo nel mese di febbraio, anche se la maggior parte ha continuato a mostrare una crescita marginale in attività. Ciò suggerisce che un rallentamento della crescita in Cina sta pesando sulla regione, e deve ancora essere compensato da una ripresa delle spedizioni verso l’occidente.

Presi insieme, i dati europei e asiatici sottolineano la fragilità della ripresa economica globale. Nell’incontro del mese scorso a Brisbane, in Australia, i ministri delle finanze e i banchieri delle banche centrali delle 20 principali economie hanno affermato che l’economia globale “resta lontana dal raggiungere una crescita forte, sostenibile ed equilibrata”.

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