Valutazione

Attività che contempla la stima economica delle imprese dal momento che il bilancio aziendale non è sempre sufficiente alla determinazione di tale grandezza

13 Febbraio 2013 19:060 commentiVisualizzazioni: 20

aziendaLa “valutazione” altro non è che l’attività che, inserita nell’ottica dell’economia aziendale, contempla specificamente la stima economica delle imprese dal momento che il bilancio aziendale non è sempre sufficiente alla determinazione di tale grandezza.

Le valutazioni di imprese, o parti di esse, possono essere effettuate per scopi diversi: in alcuni casi è la legge stessa a porre l’obbligo della valutazione (come nel caso di conferimenti di beni in natura nelle società per azioni), mentre in altri casi la valutazione è volontaria.

Alcuni, tra i più importanti scopi di valutazione possono essere:

– trasferimento (cessione o fusione d’azienda)

– liquidazione

– redazione del bilancio d’esercizio secondo le norme dettate dal codice civile

– trasformazione del tipo societario

– recesso del socio

– a seconda dei diversi scopi ai quali la valutazione sarà rivolta si otterranno diverse configurazioni di capitale (né il capitale né, tanto meno, il reddito d’impresa sono grandezze certe ma quantità astratte non univocamente determinabili che assumono diverse configurazioni di valore a seconda dei diversi fini della valutazione).

Qualora il fine della valutazione sia quello della determinazione del reddito periodico d’esercizio avremo come configurazione finale quella del capitale di funzionamento o di gestione, se invece il fine è quello della liquidazione la valutazione che ne sortirà sarà quella del capitale di liquidazione. Anche all’interno di uno stesso fine diversa può essere la posizione di colui il quale effettua la stima; nel caso di cessione d’azienda, un esempio concreto è quello della differenza tra venditore e acquirente: i redditi attesi da acquirente o venditore non saranno necessariamente gli stessi ad esempio a causa, per quest’ultimo, della possibilità dell’acquisto di quote di mercato che consentano una posizione dominante di controllo o di monopolio dello stesso ovvero l’eliminazione di potenziali concorrenti, economie di scala, sinergie di marketing e/o di prodotto, ecc.