Crescita sotto le aspettative per l’economia giapponese

 Chi pronosticava per l’ultimo trimestre del 2013 una crescita dell’economia giapponese a un tasso annualizzato del 3,7% si è ‘leggermente’ sbagliato. I dati annunciati nei giorni scorsi hanno infatti segnalato un processo del Prodotto interno lordo limitato all’1%, con un +0,3% sul trimestre precedente. Poco più di un terzo di quanto atteso dagli analisti e poco più di un quarto di quanto si aspettavano gli esperti della banca d’affari di Tokyo.

Nikkey festeggia la decisione della BoJ

 Il dato  del  GDP, il prodotto interno lordo, di ieri è non ha soddisfatto il Board della Bank of Japan, che di conseguenza non  ha ritoccato i target di politica monetaria rimasti invariati  (incremento della base monetaria di 60-70 trilioni di Yen all’anno) e gli acquisti di asset, ma ha votato all’unanimità il raddoppio gli ammontari di 2 schemi di lending ( la ” Stimulating Bank Lending Facility” e la “Growth-Supporting Funding Facility”), allungandone la scadenza e la durata di un anno.

Le decisioni della Bank of Japan

  Da qualche ora è terminata il meeting durato due giorni della Bank of Japan e molte sono state le novità, rispetto a quelli che si erano mantenuti toni sempre piuttosto dovish dopo le comunicazioni delle politiche monetarie non convenzionali tra la fine del 2012 e i primi 4 mesi del 2013 .

In Giappone aumenta l’inflazione

 L’inflazione del Giappone ha accelerato nel mese di dicembre, la produzione industriale ha guadagnato e una misura della domanda di lavoratori si è rafforzata.

I prezzi senza considerare i cibi frechi sono aumentati dell’1,3% rispetto all’anno precedente, come ha affermato oggi l’ufficio statistico di Tokyo, sopra a una stima mediana dell’1,2%. La produzione industriale è aumentata dell’1,1% rispetto al mese precedente, mentre il numero di posti di lavoro per ogni ricercatore è salito a 1,03, superiore a 1 per la prima volta da ottobre del 2007.

 

Giappone, Borsa ancora in calo

 

I prossimi test sono in primavera con le trattative salariali tra i principali datori di lavoro e i lavoratori e un aumento delle vendite ad aprile che minaccia la spesa dei consumatori. Senza guadagni salariali che compensano l’inflazione, finora guidata da bollette energetiche più elevate a causa di uno yen più debole e dallo spegnimento nucleare del Giappone, le famiglie devono affrontare la caduta del potere di acquisto.

I consumatori rischiano di essere colpiti dall’aumento dei prezzi e dall’imminente aumento delle vendite. Le aziende dovrebbero quindi convertire i loro profitti in aumenti salariali e spese in conto capitale.

Il Topix è salito dello 0,7% e lo yen è sceso dello 0,1% a 102,80 per dollaro , dopo aver toccato un minimo da cinque anni di 105.44 il 2 gennaio.
In generale i prezzi al consumo sono aumentati dell’1,6% su base annua, con il costo del cibo fresco salto del 13,6%. L’energia elettrica è aumentata del 8,2%.

I redditi non hanno tenuto il passo con l’inflazione, stringendo la capacità di spesa delle famiglie. I salari esclusi i bonus e gli straordinari sono diminuiti dello 0,6% a novembre rispetto all’anno precedente.

Giappone e India fanno accordi su energia e telecomunicazioni

 India e Giappone hanno firmato accordi di cooperazione in settori quali l’energia e le telecomunicazioni durante la visita del primo ministro Shinzo Abe a Nuova Delhi.

Il primo ministro dell’India Manmohan Singh ha avuto colloqui con il Presidente Abe sabato e ha affermato che l’India stava prendendo delle misure per facilitare i collegamenti del Giappone con la crescita dell’economia indiana.

Il Presidente Singh ha detto anche che l’India sta discutendo con il Giappone la possibilità di acquistare un aereo anfibio chiamato US-2 e la co-produzione con l’India.

Più in generale, i due Paesi stanno lavorando per aumentare la cooperazione nel settore delle tecnologie avanzate. In effetti, il Giappone è desideroso di aumentare le esportazioni di tecnologia atomica per contribuire a rilanciare la sua economia. I negoziati vanno verso un accordo di cooperazione sugli usi pacifici dell’energia nucleare e hanno preso slancio negli ultimi mesi.

 

Tokyo, il crollo della Borsa preoccupa gli investitori

 

Le vendite giapponesi di attrezzature nucleari e tecnologia per l’India sono stati ostacolati dalla sensibilità in Giappone per i test atomici in India e per il rifiuto di questi di firmare il trattato di non proliferazione nucleare. L’India ha annunciato una moratoria su ulteriori test nucleare, ma il Giappone vuole anche un impegno chiaro da Nuova Delhi.

L’India sta cercando di coltivare legami più stretti con il Giappone e altri Paesi asiatici, mentre continua l’aggiornamento delle sue capacità militari, anche in risposta a una possibile sfida con la Cina e anche con il vicino Pakistan.

In base agli accordi, il Giappone fornirà un prestito per aumentare la produzione di energia in India e aiutare l’India a migliorare l’efficienza energetica nelle telecomunicazioni del paese.

Tokyo, il crollo della Borsa preoccupa gli investitori

 Continuano a crescere i timori che provengono dai mercati emergenti, che influiscono sulla la borsa di Tokyo che ha visto un arretramento dell’indice Nikkei del 2,51% lasciando aperto un ampio spazio tra 15288 e 15109 punti.

In Giappone la tassa sui consumi sale all’8%

 Il premier giapponese Shinzo Abe ha scelto di rialzare la tassa sui consumi all’8% a partire da aprile 2014. Si tratta dunque di un innalzamento di tre punti rispetto al 5% odierno. Innalzamento che segue le scadenze statuite dalla legge approvata nel 2012 sul primo riequilibrio dei conti pubblici, che prevede poi l’aliquota al 10% a ottobre 2015.
Ad annunciare il provvedimento è stato lo stesso Abe nel corso di una riunione del Partito liberaldemocratico.
Il premier del Paese del Sol Levante ha dichiarato che ha deciso di aumentare l’imposta suiconsumo all’8%, dal 5%, a partire dal 1 aprile per completare una prassi di analisi di indicatori e dati economici che di fatto è terminata il 1 ottobre con la diffusione del Tankan, il rapporto trimestrale della Bank of Japan che fotografa stato dell’economia e fiducia delle grandi imprese.

Una soluzione necessaria per mantenere la sostenibilità del sistema di sicurezza sociale alle generazioni future e la fiducia nelle finanze pubbliche giapponesi su scala internazionale, dal momento che il debito pubblico schizzato ben oltre il 200% del Prodotto interno lordo, al livello più alto tra i Paesi industrializzati.

Il premier, che nel pomeriggio ha deciso di tenere una conferenza stampa, ha anche ricordato la messa a punto di un pacchetto di stimoli economici che ha lo scopo di limitare l’impatto degli effetti della manovra sull’economia, tornata verso la crescita in virtù della cosiddetta Abenomics, la ricetta promossa da Abe perportare il Paese fuori da quasi 20 anni di deflazione.

La dimensione delle misure di stimolo, così come progettato dal governo, dovrebbe essere di 6 mila miliardi di yen (circa 45 miliardi di euro), di cui 1.000 miliardi destinati a tagli fiscali per aiutare gli investimenti aziendali.

Effetti positivi della strategia giapponese

 Il Giappone è stato accusato di aver abusato degli stimoli monetari per sostenere l’economia del paese, poi però, nel tempo sono stati riconosciuti gli effetti positivi della politica di Shinzo Abe. Adesso si prende atto di altri effetti positivi di questa strategia economica anche se il tutto avviene mentre lo yen si apprezza sensibilmente.

Vince Abe e cala lo yen

La fine di agosto è stato un periodo molto importante per il Giappone che, in un momento di forte turbolenza per i mercati internazionali, ha restituito agli investitori dei messaggi rassicuranti riguardo la progressione della sua economia. In questo momento, i dati macroeconomici giapponesi, sono molto incoraggianti.

A quanto ammonta il debito giapponese

Il paese ha ingaggiato da qualche tempo un’importante lotta contro la deflazione, sostenuta da Shinzo Abe in modo molto forte. Gli stimoli monetari, unitamente agli stimoli fiscali, sono stati in grado di dare risultati superiori alle attese. Così a luglio, a metà dell’estate, l’indice dei prezzi al consumo è stato osservato in crescita dello 0,2 per cento su base mensile e dello 0,7 per cento su base annua.

L’inflazione, tanto per avere un quadro completo, è cresciuta ad un ritmo superiore a quello registrato negli ultimi 4 anni. L’unico neo in questo panorama idilliaco è stato l’andamento dello yen, visto che la divisa giapponese è rimasta molto forte. Sembra quasi sia impermeabile all’annuncio del tapering da parte della FED e alle tensioni legate alla Siria.

A quanto ammonta il debito giapponese

 Il Giappone, nelle ultime elezioni, ha confermato la supremazia del partito del premier Shinzo che prolungando i tassi molto bassi, ha dato una mano all’economia locale. In questo momento, però, si torna a parla di debito pubblico e i livelli raggiunti dal Giappone sono a dir poco preoccupanti.

Dov’è arrivato il debito italiano

Non si tratta delle indiscrezioni di qualche analista contrario alla politica del premier in carica, ma di una rivelazione ufficiale, arrivata per bocca del Ministro delle Finanze giapponese: il debito pubblico del paese ha raggiunto la quota record di un biliardo di yen. Un milione di miliardi che è una cifra con 15 zeri. Se si volesse quantificare questo debito in euro diremmo che siamo di fronte a 7700 miliardi di euro di buco.

Abe vince anche alla Camera Alta

Il problema, in questo momento, è capire perché si è arrivati a questa situazione. La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente il rendimento dei titoli giapponesi, prossimo all’1 per cento e quindi molto più basso del rendimento dei titoli italiani.

La preoccupazione per il debito, però, sembra svanire quando si considerano i proprietari dei titoli: quasi tutti cittadini giapponesi e istituzioni locali che non intendono restituire i buoni chiedendo interessi. Insomma, il rischio default non è assolutamente all’orizzonte del Giappone.

Abe vince anche alla Camera Alta

 Le elezioni per la Camera Alta in Giappone sono state molto attese visto che il premier in corsa, Shinzo Abe, ha legato il suo nome ad una politica economica molto importante per l’economia nazionale e globale. Adesso gli elettori giapponesi hanno tenuto con il fiato sospeso il Giappone e la borsa.

I risultati sono arrivati nel week-end ed hanno premiato proprio l’Abenomics, attribuendo ancora maggiori poteri al premier. Si tratta ancora di exit polls ma non è detto che le urne diano un risultato molto diverso. La coalizione di governo, che ha fatto una campagna elettorale molto decisa, è riuscita ad ottenere la maggioranza dei seggi.

A Tokyo il Nikkei riprende fiato

In precedenza Abe aveva già conquistato i due terzi della Camera Bassa. A livello economico, quindi si continuerà con la linea economica e finanziaria già attivata e tanto discussa, almeno per altre tre anni. Il bello è che questa linea non sarà più nemmeno tanto discussa: non ci sono, infatti, delle differenze di maggioranza tra i due rami della Dieta, il Parlamento giapponese.

Le banche centrali continuano a sostenere i mercati

Nel 2006, soltanto per ricordare la linea economica del paese, è finita la linea Koizumi che era durata cinque anni, con i ministri in carica soltanto per un anno. Abe si presenta al mondo intero come un premier più forte e più sostenuto dalla politica e dalla popolazione.